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In dodicimila a Bologna con Stefano Bonaccini: l’Emilia Romagna fa un passo avanti

di Daniele Santi #Bologna twitter@bolognanewsgaia #StefanoBonaccini

 

Una Piazza Maggiore gremita per Stefano Bonaccini, che nel pomeriggio ha aperto la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio. Oltre 12 mila persone con lui sul Crescentone, il cuore di Bologna, pronte davvero a fare insieme un passo avanti (come recita lo slogan della sua campagna) con e per l’Emilia-Romagna.

Davvero tantissime donne e uomini, ragazze e ragazzi, anche grazie alla mobilitazione dei dei giorni scorsi che da tutte le provincie della regione ha portato più di 50 pullmann e treni nel capoluogo. Ai lati della piazza la postazione dove lasciare la propria proposta per la Regione sul tema che si ritiene, dalla sanità al welfare, dal lavoro al fare impresa, dall’ambiente alla mobilità, dalla scuola alla cultura, dalla sicurezza al territorio, compilando un questionario o lasciando la propria testimonianza al video-box.

Le postazioni dei Partiti e delle Liste della coalizione di centro-sinistra larga e aperta a tante esperienze civiche che sostengono Bonaccini presidente.

Oltre ai banchetti con i gadget del Presidente “occhiali e barba” che hanno già suscitato grande curiosità e viralità, anche attraverso la diretta Facebook dell’evento. Per una campagna elettorale nuova, che già nei prossimi giorni vedrà Bonaccini in tutte le province, comune per comune, così come è stato in questi cinque da presidente della Regione: poco in ufficio, molto nel territorio.

Nel suo intervento Bonaccini ha rivendicato con passione quanto fatto nel suo primo mandato (prima regione per crescita, tasso di occupazione e export pro-capite; disoccupazione passata dal 9% del 2015 a meno del 5% oggi; misure realizzate qui che adesso stanno per essere estese a tutto il Paese, dall’abolizione dei superticket sanitari al taglio o azzeramento delle rette dei nidi, con un risparmio medio di mille euro a figlio per le famiglie emiliano-romagnole; nessun aumento delle tasse regionali e anzi la restituzione a cittadini e imprese di circa 100 milioni di euro l’anno già a partire da questo, il 2019), ma ha soprattutto indicato i quattro pilastri del suo programma per costruire un Emilia-Romagna più forte e più giusta, forte dei suoi valori – solidarietà, giustizia sociale, libertà e diritti: qui la persona vale in quanto tale – per leggere il presente e saper guardare al futuro. Eccoli: fare dell’Emilia-Romagna la regione della conoscenza; fare dell’Emilia-Romagna la regione della piena e buona occupazione; fare dell’Emilia-Romagna la regione dei Diritti e dei Dove; fare dell’Emilia-Romagna una regione pienamente sostenibile, capace di aprire la strada di una svolta ecologica non più rinviabile.

Per fare un passo avanti, non lasciando indietro nessuno.

Sul palco, allora, persone di questa regione a raccontare la loro esperienza di vita, che è quella di una comunità, quella regionale dell’Emilia-Romagna: Daniela Dubla, giovane imprenditrice che ha iniziato dopo aver svolto una esperienza in Silicon Valley riservata alle start up e finanziata dalla Regione Emilia-Romagna. Rita Cucchiara, professoressa dell’Università di Modena e Reggio Emilia per parlare dell’Emilia-Romagna piattaforma europea dei Big Data e del digitale. Sonia Boni, infermiera all’ospedale di Carpi. E Roberto Abati, che ha affrontato un linfoma e un carcinoma affidandosi alla sanità regionale dell’Emilia-Romagna, pubblica e universalistica. E al termine del suo intervento, tutti i presenti in piazza hanno davvero fatto Un Passo Avanti.

Tra i tanti che hanno voluto esserci per Bonaccini e per l’Emilia-Romagna, i vdeo dell’attore Lino Guanciale, Alberto Bertoli, Alessandro Bergonzoni, il campione di volley Ivan Zaytsev, Andrea Mingardi, Carlo Lucarelli, Francesco Guccini, la famiglia Casadei.

Persone che tutte contribuiscono a una identità comune e condivisa, di un’Emilia-Romagna che, ha ricordato Bonaccini citando una splendida frase di Paolo Cevoli, “ha nel trattino che ci unisce la cosa più bella” frase che questo cronista, comunicato stampa alla mano, era lì ad ascoltare. E Bonaccini che è uomo preparato, coerente, eccellente presidente, lungimirante e realmente collaborativo, con il suo discorso è riuscito a dire, senza parlarne diffusamente, che l’unica cosa possibile è il No, sonoro e tuonante, all’oscurantismo menzognero di una Lega che non candida Borgonzoni, ma l’ortodossia destabilizzante di Putin.

La lotta è appena iniziata.

 

 

(7 dicembre 2019)

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