Dalla tradizione giapponese dell’origami e del kirigami nasce un universo di forme, luce e poesia. È questo il cuore di Il candore della carta. Viaggi e racconti di una pagina bianca, la prima mostra personale che il Polo Museale della Fondazione Tito Balestra dedica a Longiano all’artista cesenate Vittorio Presepi, visitabile fino al 28 agosto 2026 presso la Chiesa Madonna di Loreto, nel complesso del Castello Malatestiano.
Curata da Flaminio Balestra e Angelamaria Golfarelli, l’esposizione accompagna il pubblico in un percorso che racconta oltre quarant’anni di ricerca, sperimentazione e maestria, mettendo al centro la carta come materia autonoma e strumento di costruzione dello spazio.
Nel lavoro di Presepi la carta non è un semplice supporto, ma una materia viva: viene incisa, piegata, traforata e costruita fino a diventare elemento spaziale e visivo. Il bianco è inteso come un campo operativo, nel quale luce e ombra definiscono i rapporti tra pieno e vuoto. La sua ricerca si colloca nell’ambito dell’astrazione geometrica, in dialogo con le esperienze dell’arte programmata e della costruzione concreta, mantenendo però un linguaggio autonomo e personale. Le tecniche dell’origami e del kirigami vengono rielaborate come strumenti di costruzione dello spazio e della visione, dando vita a opere che sorprendono per precisione, leggerezza e forza evocativa.
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Il percorso espositivo si articola in quattro nuclei – Sculture, Quadri, Storie e Pinocchio – che rappresentano altrettante modalità di lettura della ricerca dell’artista. Il tema del viaggio attraversa l’intera mostra come metafora della trasformazione e della costruzione della memoria. Le opere si presentano come strutture, paesaggi e narrazioni sospese tra realtà e immaginazione, arricchite dall’inserimento di elementi testuali e frammenti di parola. Ad accompagnare la mostra è un prezioso catalogo concepito come libro d’artista, realizzato in 100 esemplari numerati e firmati.
VITTORIO PRESEPI
Vittorio Presepi nasce a Cesena nel 1943. La sua formazione si sviluppa tra studi tecnici e un progressivo avvicinamento alle pratiche artistiche contemporanee, attraverso letture, mostre e frequentazioni culturali. La sua ricerca si concentra sulle strutture astratto-geometriche e sull’uso della materia come campo di costruzione visiva. Tra i riferimenati: Giorgio Villa, Alessio Tasca, Walter Valentini, Eugenio Carmi, Antonio Biasi, Hsiao Chin, Horacio García Rossi. Centrale l’incontro con Bruno Munari, anche attraverso esperienze dirette di collaborazione e allestimento, in particolare in occasione della grande antologica del 2003 a Cesena.
La mostra è visitabile fino al 28 agosto 2026 negli orari del museo. Ingresso con biglietto del polo museale. Informazioni: 0547 665850 / 0547 665420.
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(28 luglio 2026)
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