di Redazione, #Rimini
Il caso risale ad alcuni anni fa, per un anno e mezzo ogni volta che usciva di casa un ragazzo veniva stalkerizzato con insulti omofobici dal vicino di casa e dalla figlia, ad alta voce in modo da essere uditi distintamente da tutto il vicinato. Dopo aver sporto querela ci sono stati i rinvii a giudizio per stalking e razzismo omofobico. Tra le parti civili ammesse anche Arcigay Rimini oltre che le vittime di questi ripugnanti fatti.
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Non può che lasciare di stucco quindi, aver visto che tra le candidature a sostegno di Enzo Ceccarelli si trova l’imputata a questo processo per omofobia e stalking. Vero è che un processo non è una condanna ma tra le prove depositate ci sono video e registrazioni assolutamente inequivocabili. Il candidato sindaco della destra era al corrente di questo fatto? Come intende regolarsi, chiederà all’imputata di fare un passo indietro o ne difenderà il comportamento? E come intende regolarsi per il futuro?
Rimini deve essere una città che condanna l’omofobia sempre e senza esitazioni, sia nelle forme aggressive come questa che nelle forme quotidiane sotterranee e striscianti. Non è più l’epoca delle mezze parole, le prese di posizione siano chiare e precise.
Così un comunicato stampa di Arcigay Rimini.
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(27 settembre 2021)
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