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HomeIl CommentoMeloni la “pontiera” tace. Quando dovrebbe parlare sta zitta

Meloni la “pontiera” tace. Quando dovrebbe parlare sta zitta

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La presidente del Consiglio Meloni è in crisi ectoplasmica e da quando il suo amico Trump, quello che vuole il premio Nobel per la Pace per diritti divino e del quale Meloni d’Italia dovrebbe essere pontiera tra UE e USA si è dato al bombarolismo e insieme al compagno di merende israeliano, sta cercando di radere al suolo l’Iran e ne gode (“Stiamo massacrando l’Iran“, nemmeno un quindicenne arriverebbe a dire cose tanto terribili con una simile pericolosa superficialità), l’ha fatta grossa e lei non sa cosa dire, impreparata di fronte a sì Alto Tradimento.
Lei, che doveva essere il tratto di unione (un francesismo, lei è poliglotta), tra l’Italia trumpista e l’America Maga non solo non è stata avvertita dell’attacco – è in ottima compagnia, nessuno è stato avvertito, nemmeno il Congresso USA – ma ora profondamente sola nella sua delusione, destino infausto il nascere e morire soli, nemmeno compare in parlamento per riferire su ciò che sta succedendo. Sbraita al suo posto Tajani, sempre più evanescente figura politica alla fine dei suoi giorni.

Perché non compare? Non certo per vergogna, la Signora ha dalla sua una bronza straordinaria: riesce a reggere anni di campagna elettorale dove ha promesso di tutto unendo la propaganda ai presunti successi di un governo che ha fatto tutto il contrario di ciò che ha promesso. Temiano, dunque, che la presidente del Consiglio stia zitta perchè non sa cosa dire barcamenandosi tra Trump di cui è pontiera e amica, l’UE dove conta tanto come il due di picche e il referendum che rischia di perdere o addirittura rischia di vincere in un momento in cui del referendum non frega niente a nessuno, superato dagli eventi dell’attualità.

Toccherà aspettare che Meloni d’Italia riemerga dalle nebbie, più sfavillante e aggressiva che mai, per condire la sua riapparizione dal divin sapore del solito nulla (leggasi solita fuffa) che utilizzerà per spiegare l’inspiegabile, giustificare l’ingiustificabile, dire l’indicibile, accusare l’inaccusabile, politicizzare ciò che politicizzabile non è, accusare l’opposizione, i comunisti, la lobby gay, la teoria del gender (che non esiste), i rave, chi occupa e manifesta, gli imbrattatori di palazzi storici, i migranti.
Ma forse è proprio perché impegnata a inseguire i trafficanti di uomini per tutto il globo terracqueo che se ne sta zitta? E noi a pensare male di lei. Che svergognati.

 

 

 

(2 marzo 2026)

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