di Giovanna Di Rosa
Massimo D’Alema ha incontrato un Putin che gli è parso “molto affaticato”, dandogli la sensazione di non essere molto in forma. Lo scrive il Corriere del 25 settembre scorso citando frasi attribuite a D’Alema subito dopo il suo rientro dalla Cina dopo avere partecipato alla marcia trionfale del militarismo muscolare. Il Corriere definisce Putin dittatore “comunista” anche se sarebbe, secondo noi, molto più corretto chiamarlo neo-sovietico, con tutto il rispetto per il lavoro altrui.
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La dichiarazione di D’Alema era seguita alle polemiche scatenate da altre affermazioni che avevano scatenato alcune polemiche come “Confido che da qui venga un messaggio per la pace, la cooperazione e il ritorno a uno spirito di amicizia tra i popoli”, che è come dire m’infilo in un nido di cobra perché mi piace farmi accarezzare con sensualità.
Metti che la dichiarazione su Putin sia stata lanciata per far dimenticare le dichiarazioni precedenti – sarebbe certamente D’Alemiano – dopo che per anni in occidente si è farneticato sulla morte immediata del nuovo Zar neo-sovietico? Non ci sarebbe niente di nuovo. Del resto Putin parrebbe delirare di continui trapianti di organi umani a sostituire organi eventualmente malati per vivere “almeno fino a 150 anni”.
E’ il delirio di tutti gli psicopatici al potere. Essere eterni, a dimostrazione della loro onnipotenza. Sono e restano dei poveracci.
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(27 settembre 2025)
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