Trentadue squadre da tutta Italia e anche dalla Spagna (“I burdel della Mar Bella” composta anche da romagnoli “espatriati” che si sono classificati secondi nel girone silver), 200 persone tra partecipanti e persone accompagnatrici, 6 campi di beach volley distribuiti su tre spiagge (25, 27 e 28) e per tutte e tutti un’accoglienza degna della migliore tradizione riminese con welcome party, rinfreschi e serate di festa al Chiringay, tutto organizzato in convenzione con alberghi, ristoranti e spiagge. L’organizzazione di Arcigay Rimini e di AICS Rimini ha visto 30 volontarie e volontari coordinati da Christian Drusiani, Emiliano Ciavatta e Gabriel Corbelli con la collaborazione e gli spazi della Community 27.
Questi i numeri della prima edizione della Rimini Rainbow Cup, torneo internazionale di beach volley LGBTQI+ & friends, un grandissimo successo di pubblico ma anche di critica vista la soddisfazione dei partecipanti sia per l’accoglienza che per l’organizzazione. Si può stare certi che tornando a casa racconteranno con emozione questa esperienza e non vedranno l’ora di tornare nel 2025.
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Un evento che non è solo sportivo o di divertimento ma un modo per rendere vivida e visibile la lotta per il riconoscimento dei diritti delle persone e delle famiglie LGBTI+ sempre più sotto attacco da una politica spesso disinformata e vittima di beceri luoghi comuni.
Definire LGBTQI+ un evento non significa escludere o creare ghetti come molti dicono, al contrario significa garantire rispetto e accoglienza, parità di trattamento, sicurezza degli spazi, libertà di espressione a persone che invece ogni minuto di ogni giorno devono guardarsi le spalle da comportamenti omobitransfobici, quando non da vere violenze e discriminazioni. Sono numerose infatti le persone NON-LGBTQI+ che frequentano le nostre iniziative desiderando questi spazi sicuri, privi di giudizio e di discriminazioni, al riparo dal maschilismo tossico e dai pregiudizi. Sono valori universali di benessere e libertà di cui la nostra collettività si è sempre fatta portatrice.
La premiazione è stata tenuta dall’assessore allo sport Michele Lari (l’evento è stato patrocinato dal Comune di Rimini) che nel suo discorso ha dichiarato: “Questa iniziativa è molto importante per la città perché porta dei valori universali, accoglienza, diritti, sport e volontariato. Rimini ha bisogno di iniziative come questa, riuscitissima, perché fanno parte del suo carattere e ci aiutano a crescere per diventare sempre migliori, sempre più accoglienti e rispettosi di tutte le persone. Grazie per il lavoro che fate ogni giorno”.
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Le squadre vincitrici sono state per il girone Gold “In fondo al Mor” (da Milano/Torino/Pisa), per il girone Silver “Senza scampo” (dal Friuli-Venezia Giulia), per il girone Bronze “Le cozze favolose” (da Cervia).
(1 settembre 2024)
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