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Roberto Speranza tende la mano a Letta e Conte: “Scrivere insieme una pagina nuova

di G.G., #Politica Con un post sulla sua pagina Facebook (in basso) il ministro della Salute Roberto Speranza, anche segretario di Articolo Uno, si dice pronto al confronto per una nuova agenda progressista per l’Italia rivolgendosi ad Enrico Letta e Giuseppe Conte con un invito a “Scrivere insieme una nuvoa pagina per l’Italia”.   Difesa dei beni pubblici […]
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Carlo Calenda: “Un fronte fondato sui valori della Repubblica e della democrazia”

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di G.G. #Politica twitter@gaiaitaliacom #CarloCalenda

 

“Per sconfiggere i populisti occorre accogliere gli italiani”, così Carlo Calenda in un’intervista a La Stampa e avverte sul pericolo di una “deriva sud americana” anche se per noi il pericolo è assai più insidioso, e si chiama diventare una provincia di Putin, con Salvini galoppino-capo.

Calenda, che nella sua circoscrizione alle ultime europee ha strabattuto Salvini, insisite sui valori della Repubblica e della democrazia, certo che la maggioranza degli Italiani conti su quei valori e li ritenga fondanti per una nuova convivenza civile. Non può evitare poi di soffermarsi sull’assoluta necessità di innervenire sugli investimenti “per industria 4.0 e ambiente, ad esempio”.

Il suo “Fronte Repubblicano”, dice ancora a La Stampa, dovrebbe essere una riproduzione dell’alleanza “costruita in Europa fra popolari, liberaldemocratici e socialdemocratici, mettendo insieme la componente innovatrice della società civile, la classe dirigente, imprenditori e sindacati (…) bisognerebbe che tutti trovassero un poco di coraggio. Perché la scelta ineludibile dell’Italia è fra l’essere europei oppure cedere ad una terribile deriva venezuelana”.

Secondo Calenda, il Sig. Ministro dell’Interno Salvini “vuole rendere il Paese un misto fra Turchia e Russia” e pensiamo sia molto difficile dare torto a Calenda rispetto al giudizio che dà dello scomposto leader leghista; per Calenda bisogna fare in modo che la “parte di italiani che studia, lavora e fatica” compia “una scelta consapevole per alzare gli standard e renderli europei”.

“Salvini è forte perché noi siamo deboli. Non lo è di per sé”, non le manda a dire Calenda; è “uno che non ha mai lavorato in vita sua, che abbiamo mandato in giro a fare chiacchiere a nostre spese e che non ha messo piede al Viminale”. Non si risparmia nemmeno su Matteo Renzi che ha bisogno di “sei mesi per fare il suo partito” e boccia l’idea di un “governo per votare fra sei mesi” che è secondo lui “una idea che non si può sentire”.

Nel frattempo la sensazione è che a Roma si giochi a fare il governo che si dimette, a fare il partito dimissionario, a reclamare le dimissioni di Conte, ma poi non succeda nulla. Volete vedere che hanno scherzato?

 

(13 agosto 2019)

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