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Il Conte furioso sullo stop al Superbonus: “Una scorrettezza ai limiti della viltà”

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di Daniele Santi

E’ una bella giravolta del partito che ha basato le sue fortune anche su invenzioni spesso fantasiose trasformate in notizie da breaking news, puntualmente sbugiardate il giorno dopo. E’ il nuovo corso Conte che può permettersi, sulla base di una verginità che non la ha mai visto in prima persona protagonista delle spericolate scorribande mediatiche dei vari Di Maio e Fico, ora convertiti ad altre verginità, di tacciare il governo Meloni di “Scorrettezza ai limiti della viltà”.

E dire che i leghisti come Giorgetti, Conte dovrebbe conoscerli bene avendo governato con loro durante la sua prima navigazione da presidente del Consiglio, in quel governo che ha visto Salvini fare un po’ quello che voleva, soprattutto sul tema dei migranti, senza che nessuno dal Conte Uno fiatasse.

E’ sempre il Superbonus nella bufera che per GiorgettiTajani è il peggiore cancro d’Italia mentre per Giuseppe Conte grazie all’ossigeno alle imprese sotto forma di superbonus si sono “creati 900mila posti di lavoro”, il Pil è “cresciuto del 6,7% nel 2021 e del 3,9% nel 2022” con la conferma di Censis Nomisma sui posti di lavoro creati In più Conte ha dichiarato che è stata proprio la misura del superbonus a permettere al governo Draghi di “ricavare 90 miliardi per contrastare il caro-bollette”. La maggioranza, da parte sua, parla di minacce a Nordio e dell’influenza della premier perché quando la sfiga colpisce colpisce sempre con sospetta puntualità.

Insomma la solita Italia, ogni governo distrugge ciò che ha fatto il governo precedente con le destre specializzate per parlare di futuro fino a sgolarsi (in alcuni casi letteralmente) salvo poi inserire la retromarcia.

 

(18 febbraio 2023)

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