Un cambio di paradigma profondo per salvare Rimini dalle derive di un modello ormai esaurito: passare dal turismo puramente ricreativo a quello creativo, superando le dinamiche dell’overtourism per abbracciare il “Lover Tourism”. È questo il cuore dell’appello lanciato in Consiglio Comunale da Marco Tonti, capogruppo di Rimini Coraggiosa, durante la seduta speciale dedicata al turismo.
“Rimini ha inventato almeno due modelli turistici, ma oggi rischiamo di rincorrere i rimasugli di una dimensione che non tornerà più”, ha spiegato Tonti. “Siamo ancora vittime di un overtourism strutturale. Non è solo la folla che si concentra in certi periodi, sono gli alloggi che restano vuoti in attesa dei turisti, un’attesa che scaccia giovani, studenti, lavoratori e lavoratrici che vorrebbero stabilirsi qui ma non trovano sistemazione. Questa è la linfa creativa e innovativa che ogni giorno ci perdiamo”.
L’antidoto: la magia di Rimini e il Lover Tourism
“In oltre un secolo di protagonismo, Rimini ha saputo attirare generazioni di viaggiatori per la magia del suo spirito, l’ingegno innovativo, l’arte e le tonalità surreali raccontate da Fellini. Bisogna ritrovare quello spirito per tornare a essere protagonisti nel cuore e nella mente di chi ha sete di emozioni”. Da qui la necessità di rovesciare lo schema: “I numeri sono importanti per l’economia, ma non possono essere il nostro unico orizzonte. Dobbiamo passare a un turismo creativo, un percorso su cui sta lavorando attivamente anche il Clust-ER Turismo della Regione Emilia-Romagna. Dobbiamo qualificare la città come un ecosistema in grado di attrarre viaggiatori e nomadi digitali che ci scelgono per fascino e comunità. È il passaggio vitale al Lover Tourism”.
Economia, urbanistica e interesse pubblico
Per farlo, occorre un governo lucido del territorio: “Non possiamo rassegnarci a far tenere a galla la nostra economia solo da fiere e congressi, che pure sono importantissimi per farci conoscere nel mondo e una fonte di sostegno fondamentale. Bisogna reinventare la magia e il fascino che ci ha resi celebri e desiderati. Dobbiamo esserne consapevoli: la trasformazione urbanistica sarà complessa e probabilmente dolorosa. Le riforme in corso devono promuovere reali occasioni di riconversione. L’amministrazione deve fare il possibile per accompagnare questa transizione e i soggetti coinvolti mantenendo però saldamente al centro l’interesse pubblico e generale, evitando che le logiche particolaristiche prevalgano su quelle di comunità”.
Superare i tradizionalismi
“Il riminese allegrone, l’archetipo del bagnino playboy e il divertimentificio appartengono a un passato al quale possiamo essere affezionati ma che non esiste né esisterà più”, ha concluso Tonti. “Superiamo i tradizionalismi e orientiamoci a chi modella il futuro: le nuove generazioni che cercano autenticità, scopo e vita fluida. Se non entriamo nei loro cuori con un turismo all’insegna dell’umanità, saremo destinati ad annaspare. Il nostro obiettivo non deve essere solo quello di attirare nuovi viaggiatori e viaggiatrici ma quello di farli tornare, questo è il Lover Tourism. Diventiamo la fucina di arte, scienza e visione che Rimini merita di essere”.
(19 marzo 2026)
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