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Quelli che per compassione chiudono gli androni per impedire a chi non ha casa di rifugiarvisi la notte…

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di Giancarlo Grassi

Prendiamo come spunto l’articolo a firma Marco Maria Freddi che abbiamo pubblicato sul nostro sito Parma Notizie, che si sofferma sulla chiusura dell’androne di un teatro cittadino, teatro chiuso, non in attività, e di proprietà della Curia, che alcuni senzatetto avevano eletto come rifugio per la notte, per ripararsi dal freddo.

Da qualche tempo in quella città, bellissima e blasonata, come in molte altre parti d’Italia, si è scatenata una specie di psicosi contro il diverso, in nome dell’indecoroso ricorso alla necessità di decoro con cui molti politici-sceriffi che il decoro non sanno nemmeno dove sta di casa – quello legato alla propria moralità ad esempio – si riempiono la bocca ad uso elettorale, che sfocia troppo spesso in una caccia al poveraccio, spesso senza tetto, che non sa dove andare e che non ha nulla. Il governo centrale eletto con fischi e fiaschi è portavoce consapevole di questa attitudine tutta italiana secondo la quale la povertà è una colpa, forse perché ricorda che siamo nati tutti con le pezze al culo e lì potremmo ritornare, ma è una governo di destra e di quella peggiore e non si riempie la bocca di compassione falsa e malevola e non parla a fedeli invitandoli alla bontà e alla comprensione.

Invece quel teatro e quella città, i cui androni sono rifugio per chi non ha nulla, diventano un esperimento praticato sul territorio di cattiverie gratuite all’insegna del “se non hai nulla cazzi tuoi” che fa a pugni con una chiesa come quella di Parma che da un lato insegna, o pretende di farlo, l’importanza della carità e chiude androni per difendere i propri confini. Non sia mai che dormire per terra logori il pavimento.

Si tratta dell’ennesimo esempio di una classe dirigente (locale in questo caso) un po’ ipocrita e francamente bruttarella che pretende dagli altri (o meglio, pretenderebbe se fosse ascoltata), di far fare agli altri ciò che essa stessa rifiuta di fare. Tutto avviene in perfetta unione di intenti, sembrerebbe, con uffici stampa assai solerti nell’indicare tra le righe il grado di pericolosa delinquenza di chi viene arrestato per vari motivi come se l’arresto non costituisse, di per sé, la prova provata che qualcosa che non andava fatto è stato fatto e contro la legge.

Se ne vantano pure, e forse il dramma sta proprio lì. E chi vedrà gli androni sigillati vedrà soltanto i pannelli di legno, non penserà che quando i pannelli non c’erano lì dentro qualcuno cercava di ripararsi dal freddo. Tutto mentre da un pulpito o attraverso una calda [sic] lettera pastorale si invita il popolino alla solidarietà e alla compassione.

 

(16 febbraio 2023)

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