PubblicitàAcquario Cattolica 2023
14.5 C
Rimini
15.9 C
Ravenna
Pubblicità
Pubblicità

Roberto Speranza tende la mano a Letta e Conte: “Scrivere insieme una pagina nuova

di G.G., #Politica Con un post sulla sua pagina Facebook (in basso) il ministro della Salute Roberto Speranza, anche segretario di Articolo Uno, si dice pronto al confronto per una nuova agenda progressista per l’Italia rivolgendosi ad Enrico Letta e Giuseppe Conte con un invito a “Scrivere insieme una nuvoa pagina per l’Italia”.   Difesa dei beni pubblici […]
HomeCopertina“Riflessione su Regioni e Titolo V”: se ne sono accorti. Meglio tardi...

“Riflessione su Regioni e Titolo V”: se ne sono accorti. Meglio tardi che mai

Pubblicità



di Giovanna Di Rosa #Politica

 

Di questa storia della riforma del titolo V della costituzione, voluta dall’allora presidente D’Alema, ripresa poi proprio da Matteo Renzi che ci si è giocata la carriera politica perché sul Titolo V c’aveva visto lungo, evidentemente non s’è parlato abbastanza se in mattinata addirittura nel dibattito in Senato si è ritornati sulla conflittualità tra riforma del Titolo V e poteri Stato/Regioni.

D’Alema era stato avvertito delle potenziali conflittualità, ma non se ne curò, o chissà cosa successe, salvo poi dire – molto tempo dopo, “Non fui io a cambiare il Titolo V della Costituzione“. Bugia. Non certo la prima. Non certo la più innocua.

Inutile ritornare al referendum che costò il futuro all’Italia e agli effetti di quel “No” che oggi vedono tutti.

Nel caos di questi giorni e nelle miriade di dichiarazioni che si susseguono nel tentativo di salvare il culo a un governo ormai alla canna del gas, ai componenti del quale – non ne salvo nemmeno uno – basterebbe una osservazione critica e sensata della realtà per sapere esattamente cosa fare, l’unica cosa sensata venuta fuori è che senza riforme non si va da nessuna parte, ma se alla necessità di riforme si contrappone un governo la cui unica necessità è riformare se stesso per evitare il ricorso alle urne, tocca capire a chiunque che anche dare torto a Salvini e a Meloni – che hanno torto nel merito e nel metodo – diventa difficile.

Nelle prossime ore la conta (scriviamo attorno alle 13.00) con la possibilità di una maggioranza relativa che non raggiunga i 161 senatori (sapendo che sotto i 161 senatori il governo perderà il controllo delle Commissioni e dovrà vivacchiare per cambiare ogni virgola) e una lenta agonia. A meno che qualcuno non rinsavisca. Per chi crede i miracoli sono sempre possibili.

 

(19 gennaio 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata