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Dal 15 marzo tutta l’Emilia-Romagna in zona rossa

di Redazione, #emiliaromagna Scatta il 15 marzo, come da decisione del governo, una nuova Zona Rossa che riguarda tutta l’Emilia-Romagna dopo le misure 2a zona” delle scorse settimane. I dettagli delle misure saranno rese note nel nuovo DPCM del governo Draghi previsto per le prossime ore.   (13 marzo 2021) ©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata […]
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Riordino istituzionale. Tagli del Governo per le fusioni di Comuni, in Emilia-Romagna “sforbiciata” da quasi 5,7 milioni di euro

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di Redazione #EmiliaRomagna twitter@bolognanewsgaia #Autonomia

 

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“I Comuni dell’Emilia-Romagna che hanno scelto di intraprendere la strada virtuosa della fusione dovranno fare i conti con un taglio di quasi 5,7 milioni per l’anno 2019. Una doccia fredda per gli amministratori delle municipalità coinvolte e dei cittadini, i primi a essere danneggiati da questa drastica sforbiciata”. Lo ha detto l’assessora regionale al Bilancio e al Riordino istituzionale, Emma Petitti, in relazione alla pubblicazione del riparto del contributo erariale per le fusioni e incorporazioni dei Comuni. Una riduzione dei fondi che in Emilia-Romagna interessa 33 municipalità.

“In Emilia-Romagna – prosegue l’assessora Emma Petitti – le fusioni rappresentano una grande opportunità strategica per i piccoli e medi Comuni, sia per conseguire una governance efficiente che per fronteggiare la carenza di risorse finanziarie, problema ormai comune a tutti gli enti locali. Attraverso il sostegno finanziario ai processi di fusione, in questi anni, Stato e Regione hanno garantito lo sviluppo di alleanze più solide a cui si legano molteplici benefici. Questo non può essere messo a repentaglio a causa di una decisione scellerata da parte del Governo. Perciò occorre che l’Esecutivo ripensi la scelta e adegui il fondo nazionale per le Unioni al fabbisogno complessivo, rispettando i patti presi con le realtà locali”.

Tra le fusioni che si vedranno tagliate le risorse quelle di Poggio Torriana e Montescudo-Montecolombo in Provincia di Rimini, Valsamoggia e Alto Reno Terme in Provincia di Bologna, Fiscaglia, Terre del Reno, Riva del Po e Tresignana in Provincia di Ferrara, Sissa Trecasali, Sorbolo Mezzani e Polesine Zibello in Provincia di Parma, Ventasso in Provincia di Reggio Emilia, Alta Val Tidone in Provincia di Piacenza.

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“La Regione – conclude Petitti – non abbasserà la propria quota di risorse per i Comuni che abbiano scelto la strada della fusione, ma è evidente che questo non è sufficiente. Ogni livello di governo deve mantenere i propri impegni, diversamente metteremmo a rischio la programmazione di decine di Comuni italiani ed emiliano-romagnoli che hanno visto nelle fusioni uno strumento di crescita per i propri territori”.

 

 

 

 

(2 luglio 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 

 

 

 




 

 

 

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