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Andrea Pennacchi porta sul palcoscenico “Pojana e i suoi fratelli” 

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Un “avido padroncino del nordest” ossessionato dagli “schei”, dalle armi, dall’immigrazione e dalle tasse, che non rinuncia a dire la sua sui tempi che corrono, puntellando i suoi giudizi con battute anche ostentatamente razziste. E’ l’identikit del Pojana, personaggio nato dall’inventiva e dal talento di Andrea Pennacchi e reso celebre in tv da Propaganda Live su LA7, protagonista giovedì 30 novembre (ore 21) sul palcoscenico del Teatro Galli, nel primo appuntamento del turno D della stagione di prosa e danza riminese.

Attore teatrale, cinematografico e televisivo, autore, drammaturgo e direttore artistico, Pennacchi porta sul palcoscenico Pojana e con lui i “suoi fratelli”, in una galleria di maschere contemporanee che offrono al pubblico uno sguardo sarcastico e onesto sulla società. Ad accompagnare Pennacchi le musiche dal vivo di Giorgio Gobbo e Gianluca Segato.

“I fratelli maggiori di Pojana: Edo il security, Tonon il derattizzatore, Alvise il nero e altri, videro la luce all’indomani del primo aprile 2014. Mentre Franco Ford detto ‘Pojana’ era già nato – spiega Andrea Pennacchi – Era il ricco padroncino di un adattamento delle Allegre comari di Windsor ambientato in Veneto. In seguito, la banda di Propaganda Live l’ha voluto sul suo palco e lui si è rivelato appieno per quel che è: un demone, piccolo, non privo di saggezza, che usa la verità per i suoi fini e trova divertenti cose che non lo sono, e che è dentro ognuno di noi. Il personaggio nasce dalla necessità di raccontare alla nazione le storie del nordest che fuori dai confini della neonata Padania nessuno conosceva. È significativo e terribile che i veneti siano diventati, oggi, i cattivi: evasori, razzisti, ottusi. Di colpo. Da provinciali buoni, gran lavoratori, un po’ mona, che per miseria migravano a Roma a fare le servette o i carabinieri (cliché di molti film in bianco e nero), ad avidi padroncini, così, di colpo, con l’ignoranza a fare da denominatore comune agli stereotipi. Un enigma, che si risolve in racconto: passando da maschere più o meno goldoniane a specchio di una società intera. Una promozione praticamente. Ed eccolo qui, Franco Ford detto il Pojana, con tutti i suoi fratelli a raccontare storie con un po’ di verità e un po’ di falsità mescolate, per guardarsi allo specchio”.

Teatrista dal 1993, il viaggio di Andrea Pennacchi è iniziato col Teatro Popolare di Ricerca di Padova. Ha composto Eroi, finalista al Premio Off del Teatro Stabile del Veneto, con il supporto di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini. Seguito, nella trilogia della guerra da: Trincee: risveglio di primavera e Mio padre: appunti sulla guerra civile. Per anni, con la collaborazione di Arteven, ha ideato e portato in scena una serie di lezioni[1]spettacolo con le quali ha girato le scuole superiori del Veneto. Questi progetti dedicati alle scuole tuttora girano grazie alla compagnia Teatro Boxer da lui fondata. E’ direttore artistico, di Terrevolute – festival della bonifica e della rassegna Odeo days. Ha recitato in cinque produzioni del Teatro Stabile del Veneto sotto la direzione di registi come Damiano Michieletto, Bepi Emiliani e Emanuele Maria Basso e Natalino Balasso. Per il cinema, ha recitato per Andrea Segre (Io sono Li e Welcome Venice), Carlo Mazzacurati (La sedia della felicità), altre sue apparizioni in Suburra di Sollima e Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini. Tante le sue esperienze in tv, per serie di successo come Petra, al fianco di Paola Cortellesi, Tutto chiede salvezza di Francesco Bruni, Tina Anselmi di Luciano Manuzi, Circeo di Andrea Molaioli, Vita da Carlo di Carlo Verdone. Ha pubblicato con People i libri Pojana e i suoi fratelli, La guerra dei Bepi, Shakespeare and me.


Andrea Pennacchi

POJANA E I SUOI FRATELLI
di e con Andrea Pennacchi
musiche dal vivo di Giorgio Gobbo e Gianluca Segato
produzione Teatro Boxer
in collaborazione con People 

 

Info: 0541793811 | biglietteriateatro@comune.rimini.it | biglietteria.comune.rimini.it.

 

 

(29 novembre 2023)

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