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Filofascismi, quotidiani anti-Matteo Renzi e l’opa renziana su Forza Italia. Che coraggio!

di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #renzismi

 

Un noto quotidiano genovese che non abbiamo mai visto così furiosamente a destra come dopo i noti che fatti che hanno autodimissionato il segretario della Lega dal governo, produceva ieri un’ipotesi fantasiosa, corredata da dati precisi, non priva di un certo fascino e di una certa esilarante comicità.

L’ipotesi è quella che Matteo Renzi non soltanto avrebbe già programmato la scissione dal PD alla Leopolda, non soltanto avrebbe detto ai suoi “state pronti”, non soltanto avrebbe già pronti 26  – 28 secondo altre fonti, perché come il M5S insegna la matematica è tanto solo un’opinione – deputati e 5 senatori pronti a formare gruppi autonomi (peccato che in Senato non si possa più formarli, cose che dovrebbero sapersi), ma addirittura avrebbe pronta un’Opa su Forza Italia con l’astuta regia di chi? Di Mara Carfagna. Per far fuori definitivamente Berlusconi.

Il noto quotidiano genovese, nel suo racconto non privo di un certo fascino e di una certa possibile veridicità, diciamo così, esagera: perché a far fuori Berlusconi ci sta pensando il tempo. Non c’è nessun bisogno dell’intervento di Matteo Renzi. E che Berlusconi sia più o meno fottuto non lo dimostrano soltanto i sondaggi, ma anche il fuggi fuggi generale che si produce verso il partito di Salvini che per ora, ma non si sa per quanto, garantirebbe, con le varie alleanze, poltrone certe. La loro percentuale di neofascismo non conta…

Dunque ecco servito il nuovo panorama politico italiano, secondo gli invidiosi sogni anti-renzi: un nuovo gruppo parlamentare che sosterrà comunque il governo Conte-bis (o Conte Due, per far felice Travaglio) facendolo traballare ad ogni decisione perché se Renzi dicesse no non ci sarebbero i numeri per votare i provvedimenti ed il governo cadrebbe, l’Opa su Forza Italia, la morte politica di Berlusconi. Pietra dello scandalo, e forse unica ipotesi credibile, il nuovo confluire di LeU nel PD che di correnti non ne aveva a sufficienza. Ora manca solo l’ipotesi di Belén Rodriguez alla presidenza della Repubblica e poi tutto è stato scritto.

In realtà il gioco è un altro. Pur di incolpare Renzi della caduta del nuovo governo Conte – del quale si sottolinea lo scarso gradimento degli Italiani perché non ha ancora fatto nulla, dimenticando di dire che si è appena insediato – i quotidiani nostrani del sempre più a destra scriverebbero qualsiasi cosa. Lo dice uno che Renzi non lo ha mai votato e non lo voterà in futuro.

 

 

(15 settembre 2019)

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