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I TG ignorano la Leopolda 10 per dare spazio all’accozzaglia neofascista della nuova Marcia su Roma

di G.G. #Leopolda10 twitter@gaiaitaliacom #ItaliaViva

 

Impegnati a spargere il veleno salviniano e la bufala dei 200mila presenti in piazza per la nuova Marcia su Roma dei nuovi neofascisti dell’onestà – partiti che non pagavano gli affitti delle sedi, che hanno subito condanne per robette da 49 milioni di euro, presidenti di partito con reati prescritti e indagati per mafia e leader di partiti che occupano abusivamente stabili in centro a Roma, proprio gente di cui andare fiera – ecco i TG decidere di oscurare la Leopolda 10. Questo non è un endorsement, è un fatto.

I media di questo paese hanno un’enorme responsabilità nello spargimento di veleno che sta dstruggendo l’Italia, enorme. E nemmeno questo è un endorsement. Anche questo è un fatto.

La Leopolda 10 è un grande evento politico, un evento di grande importanza, comunque si decida di votare, qualunque cosa si pensi di Matteo Renzi, indipendente dalla decisione di votare per Italia Viva o no. Ignorarlo significa essere complici di un sistema del quale si è conniventi per necessità? debolezza? opportunismo? paura? viscidume? qualcuno dovrebbe rispondere, ma nessuno lo fa. Il privilegio prima di tutto. La propria opinione prima di tutto. Il proprio salotto prima di tutto. E là fuori crepino tutti.

Italia Viva, non è un endorsement è un fatto, nasce dalla pressante richiesta di coloro che in Matteo Renzi riconoscono un leader, di dare vita ad una nuova formazione politica, dopo gli innumerevoli sgambetti che all’interno del PD ci sono stati contro Renzi e da Renzi contro il PD – non si può dimenticare che un segretario eletto per due volte con il 70% dei voti ed oltre sia stato perennemente contestato e massacrato dai suoi compagni di partito. Non è un endorsement, è un fatto.

Tornando ai TG italiani, scrive il quotidiano Affari Italiani:

… secondo l’Osservatorio di Pavia – nella settimana fra il 5 e l’11 ottobre, Renzi e il suo partito hanno avuto lo 0.3% degli spazi di parola nel Tg1 di Giuseppe Carboni l’1.6% al Tg3 di Giuseppina PaternitiGennaro Sangiuliano nel suo più equilibrato Tg2 gli ha invece offerto un più corposo 2.5%. Ovviamente è il dato del notiziario dell’Ammiraglia a lasciare perplessi, lo stesso notiziario nel quale al M5s viene – sempre secondo l’Osservatorio di Pavia – attribuita un’assai cospicua presenza del 19.5%, distaccando di netto anche l’alleato Pd al quale il Tg di Carboni lascia solo il 10%. Meno male che il M5s voleva la politica fuori dalla Rai, insomma… 

Scriviamo questo perché va scritto e non, repetita juvant, per endorsement. In questo paese una classe dirigente antica, opportunista, conservatrice, una classe dirigente che ritiene di essere insostituibile e, peggio ancora, infallibile; un mondo dell’informazione conservatore e legato alle idee di poche e di pochi che creano ascolto e presunto consenso, fanno da tappo ad ogni evoluzione del paese.

E’ questo il vero dramma italiano insieme all’antica ed orrenda abitudine di decidere a quale carro legarsi per trarne il massimo privilegio personale possibile. E a questo proposito i numeri ufficiali della Nuova Marcia su Roma dell’accozzaglia neofascista di cui sopra parlano di 50mila partecipanti. Non 200mila, signori dei TG…

 

 

(20 ottobre 2019)

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