Erano stati arrestati a Cattolica per violenza sessuale su una turista svizzera, ma le cose erano andate diversamente: l’avevano messa sotto la doccia per farla riprendere dall’uso di alcol e droga ed avevano chiamato, prima di quella operazione, il 118. In più i due non si conoscevano ed erano incensurati, ma avendo praticato quell’azione di soccorso sarebbero loro rimasti cinque minuti per mettere a segno la violenza.
Per questo la Giudice per le Indagini Preliminari di Rimini, Raffaella Ceccarelli non ha convalidato l’arresto e ha rimesso subito in libertà i due lavoratori stagionali fermati sabato (20 luglio, ndr) all’alba con l’accusa di avere violentato una turista svizzera priva di sensi.
Spazi insufficienti all’Istituto “Artusi”, dal 15 settembre l’ex asilo Rosetti di Forlimpopoli accoglierà gli studenti dell’Istituto superiore “Pellegrino Artusi”
Le porte dell’ex asilo Rosetti (in via Giuseppe Mazzini) si riaprono per accogliere la scuola, anche se di... →
I fatti il 15 luglio scorso quando l’arresto era avvenuto grazie all’ausilio di testimonianze [sic] nonostante i due il 15 luglio avessero trovato la ragazza su un marciapiedi di Cattolica in stato confusionale e con la bava alla bocca e le labbra livide, e dato che il 118 aveva annunciato ritardo per un altro intervento, l’avevano portata in camera spogliata e messa sotto la doccia per farla riprendere.
Per la giudice Ceccarelli: “Si è trattato di un modo incosciente di aiutare qualcuno privo di sensi”.
+Europa Rimini ricorda Emma Bonino, “una delle figure più scomode e più necessarie della storia repubblicana italiana”
di Yuri Maccario Napolitano* Se n'è andata oggi una delle figure più scomode e più necessarie della storia... →
(23 luglio 2024)
©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata


