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Roberto Speranza tende la mano a Letta e Conte: “Scrivere insieme una pagina nuova

di G.G., #Politica Con un post sulla sua pagina Facebook (in basso) il ministro della Salute Roberto Speranza, anche segretario di Articolo Uno, si dice pronto al confronto per una nuova agenda progressista per l’Italia rivolgendosi ad Enrico Letta e Giuseppe Conte con un invito a “Scrivere insieme una nuvoa pagina per l’Italia”.   Difesa dei beni pubblici […]
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L’abisso comunicativo di Meloni a testimonianza di un’estrema destra che non andrà da nessuna parte se non con Fiore

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di Giovanna Di Rosa, #Politica

 

Il partito della leader di Fratelli d’Italia Meloni, e l’intervento estremo contro il presidente del Consiglio Conte del 18 gennaio scorso, è stata la testimonianza dell’impossibilità di Meloni e dei suoi compagni di estrema destra di riuscire a costruire un percorso politico organico d’opposizione, fatto di proposte, di lavoro, di confronto e di opposizioni anche dure sui contenuti, per trasformare ad ogni intervento  le istituzioni in una specie di plaza de toros dove si grida, si insulta, si distrugge l’avversario a suon di decibel, vene gonfie e visi paonazzi. Proposte, nessuna.

Ne deriva che l’opposizione vista da Fratelli d’Italia, portatrice [sic] del linguaggio post destra sociale del post Alemanno che era già abbondantemente oltre Fini e Storace, che pur credevamo troppo a destra, ha stabilito il suo agire politico all’interno di un linguaggio populista-sovranista, rinunciando allo stimolo dell’azione che è propria dell’opposizione in parlamento e Senato.
Ovvero ha fatto venire meno le ragioni di esistenza di un’opposizione. O delle opposizioni. Così si distrugge la politica. E si torna a cantare Faccetta Nera, senza una prospettiva.

Meloni d’Italia non se ne cura. lei deve rimanere in testa alla gente per quante ne dice e non per ciò che dice: si affida a battute (pessime), strali, prese in giro, irriverenze, slogan. tanti slogan. E riesce a fare tutto senza mai entrare nel merito di una questione. Si limita a cavalcare la rabbia del momento, ma proposte non ce ne sono. Non ne ha nemmeno una. E non riesce a far dimenticare che lei nel 2006 era già lì, in quello stesso luogo a gridare lo stesso nulla di oggi.

Un nulla che la porterà verso posizioni sempre più estreme e che la consegnerà, chiavi in mano, all’estrema destra di Roberto Fiore nata dallo scioglimento di Forza Nuova con tanto di governo-ombra già all’opera. E non è detto che le piaccia.

 

 

(21 gennaio 2021)

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