PubblicitàAcquario Cattolica 2023
13.6 C
Rimini
14.3 C
Ravenna
Pubblicità
Pubblicità

Allerta meteo per criticità costiera per la giornata di giovedì 18 aprile

Si raccomanda di prestare attenzione a strutture in esterno, gazebo e quant'altro possa essere soggetto al vento [....]
HomeNotizie"Mediterrano": la versione restaurata a Rimini il 24 luglio

“Mediterrano”: la versione restaurata a Rimini il 24 luglio

Pubblicità

di Redazione #Rimini twitter@rimininewsgaia #Cinema

 

Mercoledì 24 luglio, alle ore 21,30 presso la Corte degli Agostiniani, nell’ambito della rassegna “Cinema sotto le stelle” verrà proiettata la versione restaurata in 4K da Infinity del film di Gabriele Salvatores “Mediterraneo”, vincitore nel 1992 del premio Oscar come miglior film straniero.

Mediterraneo,  rappresenta la chiusura della “trilogia della fuga” di Salvatores, composta da Marrakech Express (1989) e Turné (1990), in cui il regista esplora la poetica dell’evasione da una realtà incomprensibile, in film ambientati in luoghi esotici centrati sul tema del viaggio fisico ed interiore e fortemente legati alle dinamiche di gruppo che accompagnano questo fenomeno generazionale.  Il film, ambientato nel giugno del 1941, racconta lo sbarco di otto militari italiani su una piccola isola dell’Egeo, con il compito di stabilirvi un presidio. L’isola appare deserta e i soldati, comandati dal tenente Montini (Claudio Bigagli), professore di ginnasio appassionato di pittura, si rivelano assolutamente inadatti all’attività militare. Sfruttando l’isolamento geografico e l’impossibilità di comunicare con il comando dovuta alla radio rotta e l’apparente solitudine dell’isola, i soldati si dedicano ad attività del tutto estranee alla guerra.

Mediterraneo assume l’aspetto di un nostalgico amarcord, che riesce in più di un’occasione ad incantare per leggerezza e coinvolgimento emotivo, connubio facilitato dal palese affiatamento tra cast e regista. Un meritato Oscar come miglior film straniero e un David di Donatello, per un’opera che rimane un’incantevole e nostalgico ritratto degno del miglior cinema italiano che fu. Con delicatezza e ironia, Salvatores ci fa naufragare in uno spaccato realistico dell’umanità dove però non mancano le sfaccettature di una poesia pacata e le situazioni paradossali di una guerra folle. Abatantuono, Bigagli, Cederna, si concedono completamente davanti alla macchina da presa, sempre misurata e profonda, plasmandosi perfettamente su una sceneggiatura che tiene alto il nome del cinema italiano. Ci si dimentica e ci si perde per ritrovare se stessi.

Il film fa parte della  sezione “Revolutions 1989-2019” che getta uno sguardo sui tre anni che cambiarono il mondo (1989-90-91) con tre film che hanno in qualche modo rappresentano il nostro cinema e la nostra storia. Una mini rassegna che accompagna e fa da cornice a “Revolutions 1989-2019: L’arte del mondo nuovo – 30 anni dopo” mostra, curata dal critico e storico dell’arte Luca Beatrice in programma a Castel Sismondo Dal 6 luglio al 25 agosto 2019.  Venerdì 9 agosto invece sarà la volta di “Palombella rossa” di Nanni Moretti uno dei film italiani più amati e citati degli ultimi trent’anni in cui il regista è riuscito come pochi a fondere pubblico e privato, individualismo e collettività, creando un immaginario indiscutibilmente cinematografico proprio in un decennio di fortissime mutazioni sociali che il cinema italiano faticava a intercettare come nelle stagioni precedenti. Conclude la sezione l’ultimo capolavoro di Federico Fellini “La voce della luna” (21 agosto), film che poeticamente  ci indica una via d’uscita ai continui  attentati alla dignità, alla bellezza, alla creatività dell’uomo.

 

 

(22 luglio 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata