di Giovanna Di Rosa, #politica
Eccone un’altra che crede che le elezioni si vincano nei sondaggi. Immemore dei capitomboli di Salvini, insensibili alle vicende della francese Le Pen campionessa di vittorie nei sondaggi che le elezioni le ha perse tutte, Meloni d’Italia lancia i suoi strali per avere rappresentanza all’interno della Rai. Perché le poltrone innanzitutto.
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Ciò che non dice Meloni è che la sua rappresentanza parlamentare è quella del 2018, quella delle ultime elezioni, quella del suo 4,5% o giù di lì e che l’attuale crescita è data dai sondaggi non dal risultato delle urne, e che quei sondaggi parlano anche di un 50% circa di persone che non rispondono – mentre chi vota a destra fieramente risponde sempre.
Ma Meloni prosegue nel suo racconto dell’inverosimile e spiega che “quando l’Italia era ancora una Nazione democratica [sic] la governance della Rai, l’emittente pubblica, contemplava la presenza dell’opposizione, a cui spettava la Presidenza e la presenza nel Cda” oggi invece l’opposizione è “epurata” da “qualsiasi rappresentanza, così che il servizio pubblico (…) sia più simile al modello cinese che a quello di una qualsiasi nazione democratica”.
Ecco la prova provata del male che fanno alla democrazia i sondaggi buttati lì per creare il caso politico e poterci fare i programmi tv con gli espertoni. Verrebbe da chiedere a Meloni se lei, in Cina, si potrebbe prendere la libertà di scrivere comunicati stampa come quello che in parte riportiamo pubblicato integralmente dall’Adnkronos. Nel frattempo la macchina da guerra dei sondaggi meloniani trova il tempo, lo scrive Next Quotidiano di cancellare tutti i post nei quali la leader si dichiarava favorevole ai vaccini.
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(15 luglio 2021)
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