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Perché il Grillo Giustizialista dovrebbe evitare di intervenire sulla delicata questione del figlio

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di Giovanna Di Rosa, #Lopinione

Beppe Grillo dovrebbe starsene zitto, mica perché non ci sia libertà di parola (e quando c’era qualcuno a gridare ai bavagli non eravamo certo noi), ma perché non si può dare vita al movimento popolare più forcaiolo degli ultimi trent’anni – prima di Salvini alla segreteria della Lega e di Meloni alla testa di Fratelli d’Italia che lo hanno abbondantemente superato a destra – e poi gridare all’innocenza dell’augusto pargolo che “non è uno stupratore” e “arrestate me”.

Personalmente non ho esperienza di figli scapestrati – si fa per dire; nemmeno mi interessano le vicissitudini dell’augusto grillo del Grillo; ritengo però che per decenza il padre Grillo originale, potente uomo politico di un inconsistente e un po’ cialtronesco movimento popolare che spaziava dall’esistenza delle sirene, al terrapiattismo, ora seriamente impegnato a fare di questo movimento popolare un serio [sic] partito politico rifomista, dovrebbe astenersi da professioni pubbliche di innocenza del figliolo evitando di puntare il dito contro la ragazza che avrebbe subito violenza – non solo dal giovine erede di cotanto padre, ma da altri tre ragazzotti, secondo l’accusa che si professano innocenti. E i giudici devono guardarci dentro. Giustamente.

Ciò che dovrebbe fare Grillo è dire che se il figlio ha sbagliato deve pagare, proprio come diceva degli uomini politici suoi avversari durante i suoi show politici nelle varie piazze d’Italia. Se gli si dava ragione allora, non vedo perché gli si dovrebbe dare torto in questo caso.

Ecco perché crediamo che Grillo, pur comprendendo il suo dolore di padre e manifestando tutta la possibile umana empatia nei confronti del suo cuore giustamente spezzato, dovrebbe tacere e non gridare al vento l’innocenza del figlio il quale, non è una ipotesi così remota, potrebbe anche essere in grado di assumersi la responsabilità di essere innocente (come speriamo) o colpevole (come non gli auguriamo).

Tutto il resto esce da una bocca che nonostante le apparenze, e visti i trascorsi, ed esistendo nel nostro ordinamento la presunzione d’innocenza fino alla provata colpevolezza, non può dire ciò che vuole. E questo non è un attacco al leader politico, intendiamoci, è una critica a un uomo che sbaglia.

 

(19 aprile 2021)

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