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Salwin, l’evoluzione della specie… Tonti, ma non troppo

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Il presidente di Arcigay Rimini, Marco Tonti

di Marco Tonti #Tontimanontroppo twitter@rimininewsgaia #Darwin

 

“Istituire una giornata per i cattolici eterosessuali”, la geniale idea del consigliere Gregorio Martinelli Da Silva, toscano. Se fossimo in tv questa sarebbe certamente una sit-com con le risate del pubblico fuori scena. Entra l’attor giovane e butta lì una battuta con tutti che lo guardano perplessi, mentre il pubblico si scompiscia dal ridere.

Sarebbe bello, e possiamo pure dire che la situazione gli somiglia, ma ciò non rende merito allo spessore del personaggio, che è in fondo un personaggio tragico, impegnato, profondo.

La sua è una battaglia per spiegare l’evoluzione della specie leghista. Con Salvini che ha sdoganato la boutade in politica, ora chiunque voglia finire sui giornali basta che ne spari una bella grossa. Magari poi da ribaltare il giorno dopo, o l’ora dopo; e non solo ribaltarla ma pure rivendicare di aver sempre sostenuto il contrario, e poi il contrario del contrario ad libitum.

Quindi apparentemente la selezione della specie leghista secondo Salwin dovrebbe procedere così, per assimilazione allo stile salviniano. Ma questa ingenua valutazione mal gliene incolse al nostro eroe Da Silva, perché non si è reso conto che questa tattica la può usare solo il Salvini in persona e pochi altri sodali, come è successo per le candidate apicali Ceccardi e Borgonzoni. Hanno detto e fatto cose da far concorrenza ad Alvaro Vitali e Jimmy il Fenomeno messi insieme, ma visto che avevano l’aura verde impressa dal campo supremo loro potevano.

Il giovane Da Silva invece, come un Icaro che si avvicini troppo al sole verde, ha visto sciogliersi le sue ali di cera e cadere rovinosamente. Anche questa è selezione della specie: non certo quella eterosessuale che non è minimamente minacciata di estinzione ma di quella politica di chi ha toccato i fili dell’alta tensione, come fece peraltro l’ex ministro Fontana che aveva cominciato a rubare le battute a Salvini e quindi è stato rimosso alla velocità del fulmine.

Ecco, che un quisque de populo Da Silva, sedicente artista e improvvisato politico in salsa verde, mette il piede in fallo e viene rimosso persino da un partito come la Lega. Gli rimane ora solo probabilmente il club degli amici della bocciofila e del tressette in cui essere preso sul serio.

Voleva difendere dall’estinzione i cattolici eterosessuali e invece si è eliminato da solo dal pool genetico della politica leghista, ma siamo sicuri che altri o altre prenderanno immantinente il suo posto. Non vediamo l’ora!

 

(25 novembre 2020)

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