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Segnali Urbani. Scrittura e arte del 900 nel tessuto urbano riminese  

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di Redazione Cultura

Era il 1994 quando Rimini ospitò Indelebile, uno dei primi grandi eventi organizzati in Italia dedicato al mondo dei writing e alla subcultura hip hop. Un segno del legame profondo tra la città e una forma di espressione artistica che ha visto in Rimini un laboratorio sperimentale, capace di anticipare tendenze e valorizzare il talento di artisti oggi apprezzati a livello nazionale.

Una storia, quella tra Rimini e l’arte urbana, che merita di essere raccontata. A farlo, attraverso i protagonisti che hanno segnato gli ultimi quarant’anni, è Segnali urbani, la mostra allestita all’ala nuova del Museo della Città che aprirà al pubblico il 12 maggio fino al 3 giugno 2023 (ingresso gratuito).

L’esposizione è inserita all’interno del progetto The right to write, promosso dal Comune di Rimini e finanziato dalla Regione Emilia Romagna, ed è realizzata dalle associazioni di promozione sociale Romagna in Fiore ed Artai, che da anni si occupano della diffusione delle discipline di arte urbana e writing su tutto il territorio romagnolo, in collaborazione con i centri sociali e giovanili del territorio riminese: Grotta Rossa, Casa Pomposa, RM25 e coop Millepiedi.

 

La mostra 

Segnali urbani è una collettiva di artisti selezionati in base a importanza e storicità con particolare attenzione ad alcuni dei nomi che hanno operato intensamente anche nel territorio riminese.

L’intento espositivo è quello di mostrare da una parte la storia del writing a Rimini con foto d’epoca dei principali spot urbani e delle azioni “non istituzionali” dalla fine degli anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta, omaggiando gli autori che per primi e in maniera pioneristica hanno tracciato un solco e lasciato un esempio per le generazioni successive.

Dall’altra parte, quasi a contrasto, la mostra propone una selezione di writer che negli anni hanno sperimentato parallelamente vie istituzionali quali ad esempio le gallerie d’arte – per proporre una produzione legata fortemente all’esperienza di strada, reinterpretandone gli elementi e inserendoli in contesti molto diversi dall’ambiente originario. Si creano così opere ibride, che ci parlano di strada, di lettere e di ricerca di stile, ma che utilizzano i codici classici dell’arte contemporanea entrando quasi in conflitto con sé stesse seppure in equilibrio.

Il visitatore si trova così di fronte a lavori molto diversi tra loro: tele, disegni, stampe, sculture, installazioni sonore e opere site-specific che in alcuni casi diventano opere interdisciplinari con intrusioni nel mondo della grafica, dell’illustrazione e della customizzazione. Ad accompagnare il percorso espositivo foto d’archivio e materiali inediti.

Gli artisti in mostra sono Eron, Rok, Reoh, Basik, Enko4, TomoZ, Mozoner, Burla22, Jato e Blatta, dieci artisti che dalla fine degli anni 80 ad oggi hanno influenzato in maniera incisiva il modo di vivere e realizzare l’arte urbana a Rimini.

All’interno della collettiva sarà inoltre realizzata una “esposizione nell’esposizione”: una intera parete dedicata ai bozzetti preparatori. E’ stato infatti chiesto a oltre 40 writer di selezionare tre bozzetti, realizzati in anni differenti, che rappresentassero il loro percorso evolutivo. Ne risulta una grandissima e inedita installazione con più di 120 disegni originali che ripercorrono più di 30 anni di writing a Rimini accostando artisti molto iconici a giovani leve e dimostrando ancora una volta la grande potenzialità, continuità e legame  che da decenni pone Rimini come una delle città italiane più impegnate in questo campo.

Saranno inoltre realizzati due cataloghi separati, uno per le opere in esposizione e uno per la collettiva di bozze preparatorie. Per i testi del catalogo e la consulenza storiografica ci si è avvalsi della collaborazione di Pietro Rivasi, curatore indipendente, esperto di arte urbana, organizzatore di molti progetti espositivi e membro scientifico di URBANER, il primo centro di analisi e documentazione delle culture urbane creato in Italia presso il comune di Modena (urbaner.it).

La collettiva è inserita all’interno del progetto The right to write, che comprende diverse azioni di promozione della urban art, come i corsi di avvicinamento all’arte urbana già avviati lo scorso aprile e i due dipinti urbani collettivi che saranno realizzati a tra maggio e giugno su alcune superfici dedicate. Il progetto è stato finanziato con i fondi del bando regionale Geco11 e patrocinato da Comune di Rimini e si pone l’obiettivo di avvicinare e sensibilizzare il cittadino all’arte urbana tramite corsi, esposizioni e conferenze e mostrare le potenzialità che gli artisti urbani riminesi hanno sviluppato in più di 30 anni di attività e di progetti condivisi con amministrazioni e privati.

“Questa mostra – è il commento dell’assessora alle politiche giovanili del Comune di Rimini Francesca Mattei – rappresenta una grande opportunità per far conoscere meglio una pagina importante della storia contemporanea della città. L’obiettivo è quello di valorizzare l’arte urbana attraverso i suoi protagonisti e allo stesso tempo avvicinare i più giovani a questa forma espressiva e creativa così affascinante e in costante evoluzione”.

Segnali urbani sarà aperta al pubblico venerdì 12 maggio alle ore 18 con un evento inaugurale che vedrà gli interventi degli organizzatori e di Pietro Rivasi. In chiusura la performance sonora di Burla22 + Zona Mc + Alfre’D.

In concomitanza con il finissage della mostra, il 3 giugno alle ore 18, si terrà la presentazione di BOOLIRON, un documentario sulla storia dell’hiphop  nella riviera romagnola con focus sulla scena riminese degli inizi. Saranno presenti il regista Francesco Figliola e qualche ospite del documentario e seguirà una performance sonora.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19 (lunedì chiuso). Ingresso gratuito.

 

(2 maggio 2023)

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