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Sul giovane ex-Forza Nuova che sta imbiancando la sede di Arcigay troppi commenti sui social di pessimo gusto

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di Paolo M. Minciotti #LGBTI twitter@rimininewsgaia #Maiconsalvini

 

Qualche giorno fa abbiamo scambiato due chiacchiere con il presidente di Arcigay Rimini proprio su questa questione, venuta fuori informalmente mentre discutevamo di altre questioni. Va detto che proprio dal presidente di Arcigay Rimini l’informazione è stata data semplicemente pronunciandola, senza nessuna minima vibrazione che potesse ricondurre ad un “se l’è voluta” dal sapore vendicativo.

La storia è presto detta. Il giovane ha chiesto – dissociandosi dagli ex di Forza Nuova – di potere svolgere lavori socialmente utili dopo che insieme ai suoi ex accoliti aveva partecipato alla scorribanda forzanuovista in quel di Cesena che parlava di bare, epigrafi e di unioni civili morte della famiglia. Peccati di gioventù, con qualche aggravante. Il giudice ha ritenuto di accordare il permesso al giovane di rientrare nella vita civile con lavori socialmente utili. Tra i quali c’è anche il tinteggiare le pareti della nuova sede di Arcigay Rimini.

Di cattivo gusto e poco consoni, sono apparsi sui social, particolarmente su Twitter, alcuni commenti rivolti da persone omosessuali nei confronti del giovane ex-Forza Nuova, tristemente dello stesso tenore che militanti della triste forza neofascista potrebbero avere nei confronti di appartenenti alla comunità LGBTI italiana. Dove sta quindi la differenza tra un’intolleranza e l’altra? Perché il giovane che ha deciso da sé, pare, di dare una svolta a ciò che ha fatto prima deve essere esposto alle prese in giro e alle battute stonate anche perché ha voluto evitare i cronisti? Chiunque eviterebbe i cronisti, se solo potesse, e chiunque lo farà quando potrà. Non si prova nessun piacere ad avere un microfono schiaffato sotto il naso ed una voce che ci impone di raccontare i cazzi nostri insistendo maleducatamente se diciamo no. Nessun piacere, credetemi.

Così suggerirei di lasciare il giovane ex-Forza Nuova in pace. A fare ciò che ha deciso di fare. A cambiare la sua vita da dove ha deciso di cambiarla. Senza battute sceme. Senza ironie facili e un po’ insulse. Altrimenti si diventa come chi si critica. E ritorna la vecchia storia che troppo spesso si è vista quando si assiste a battute cretine all’interno della comunità LGBTI che denunciano come troppo spesso, ad essere omofobi, sono proprio gli omosessuali.

Ora insultatemi.

 

(20 febbraio 2020)

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