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E così dopo l’ennesima battaglia battagliata a parole ecco il nuovo “sì” dei renziani, responsabili, che non mandano a casa il governo, ma lo votano continuando con un sostegno battagliero sull’efficacia della cui comunicazione è lecito avere qualche dubbio.
Renzi ha tuonato. “Oggi diremo sì alla manovra, ma assegniamo al governo la volontà di decidere cosa vuole fare da grande, noi non saremo complici dello spreco di denaro, ora la palla passa al governo che va avanti solo se ha un progetto”, poi c’ha pensato Guseppe Conte a dire la sua in altra sede. Poi il leader di Italia Viva cita Aldo Moro: “Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi. Ci hanno etichettato come irresponsabili ma stavamo solo dicendo la verità, una verità che consegniamo al governo con le parole di Moro”. Amen.
Come ha detto qualcuno Renzi è un gatto e quando un gatto ha di fronte un topo, gioca. E sembra proprio, il gatto Renzi, aspettare il momento giusto per mangiare il topo. Per spaventare il gatto serve un leone, ma non ne vediamo. Segni zodiacali a parte.
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Del resto Renzi non sbaglia quando dice che “il bicameralismo dobbiamo rispettarlo altrimenti distruggiamo la nostra credibilità, rischiamo di distruggere il Senato”. Ma il gatto sa sempre quando smettere di cacciare e tornare a dormire. Orecchie dritte.
E il resto è cronaca. Non politica, purtroppo, solo cronaca quotidiana di un governo che si autoincensa, di una maggioranza che chi con le molotov, chi con la persuasione, sgancia una bomba al giorno. E il paese è sull’orlo del baratro, giocherellare non si può più. e ci sono così tanti soldi all’orizzonte che potrebbero davvero cambiare la faccia dell’Italia. Che sia una bella faccia o no dipende da come si useranno.
Si ha la sensazione che in questa classe politica incolta, raffazzonata, impreparata e troppo cialtrona per quel che dice di volere, ci sia la tendenza a pensare che le cose si risolveranno semplicemente perché loro sono lì. Rischiosissimo.
(30 dicembre 2020)
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