di Redazione LGBTIQA+
Torna dopo due anni il Rimini Summer Pride che conferma e rilancia la sua storica partecipazione con 15000 persone. Non solo la voglia di tornare a vivere ma anche per manifestare le preoccupazioni per il futuro di un paese a legittimità limitata per le persone LGBTQI.
Chiusura sala da gioco a Riccione (RN), Tar Emilia concede risarcimento parziale: “Legittimo solo per l’effetto espulsivo”
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“Mancano ancora moltissimi diritti ormai consolidati nel resto d’Europa, dal matrimonio egualitario alla prevenzione dei crimini d’odio omobitransfobici” dichiara l’organizzatore e presidente di Arcigay Rimini Marco Tonti. La manifestazione viene accolta da una Rimini che è sempre stata la patria dell’accoglienza e in questo caso accoglie il popolo del Pride dichiarandosi – dopo Lisbona, Vienna, Parigi, Bruxelles e Milano – “Città di libertà LGBTIQ” sul modello della risoluzione europea del 11 marzo 2021, un impegno votato dal consiglio comunale dello scorso 28 luglio. “Niente di rivoluzionario”, continua Marco Tonti, che ha promosso l’iniziativa come consigliere comunale della lista Coraggiosa, “ma uno strumento basilare per cominciare ad attivare delle poltiche precise di contrasto alla discriminazione e all’odio nei confronti delle perosne LGBTIQ, un odio pervasivo che ancora spessissimo si manifesta con violenze e aggressioni. Una dichiarazione di voler stare dalla parte della libertà sostanziale e del benessere delle persone che vivono a Rimini o che ci passino per vacanze o lavoro”.

La parata di quest’anno è svolta interamente sul nuovissimo Parco del mare, in modalità completamente pedonale e a bordo di simpatici risciò musicali, accompagnati dalle bandiere rainbow issate sul percorso da molti bagnini, alberghi e attività commerciali che salutano la parata lungo il mare e con la luce del tramonto. Un modo pieno di bellezza di reclamare per diritti, dignità e visibilità.
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(30 luglio 2022)
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