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Al Museo di Rimini l’Atlante Umano Romagnolo di Giampiero Corelli

di Redazione #rimini twitter@rimininewsgaia #Cultura

 

Dopo la presentazione, sabato 21 settembre (ore 17), a Ravenna (piazzale Terminal Container di via Classicana 105), arriva domenica a Rimini il progetto Dante Esule 2019 – Atlante Umano Romagnolo, del fotoreporter ravennate Giampiero Corelli. Un progetto che nella sua articolazione complessiva si inserisce nella programmazione di Viva Dante 2019, il fitto calendario di appuntamenti che la città di Ravenna dedica al Sommo Poeta per prepararsi al settimo centenario della morte, che avverrà nel 2021, è stata inaugurata la mostra Dante Esule – Atlante Umano Romagnolo affiancata dalla sezione Dante Esule: Antologica 2015-2019.

L’esposizione ripercorre le precedenti tappe del progetto, avviato nel 2015 con l’intento di proporre un percorso contemporaneo ispirato a Dante e al suo esilio, sia in senso reale, biografico, che metaforico. La mostra, che rimarrà aperta fino al 20 ottobre, è inclusa nel programma di Rimini Foto d’autunno, evento organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini.

Dante Esule – Atlante Umano Romagnolo è l’esito di un viaggio compiuto nei mesi scorsi nei territori romagnoli segnati dalla presenza dantesca, in cerca di “esuli del nostro tempo” in senso lato: eccentrici, artisti, libertari. Tra protagonisti del lavoro, anche alcuni degli abitanti di Mutonia (Nikki, Andy, Lyle), a Santarcangelo di Romagna, incontrati nel corso dell’attraversamento del territorio della Valmarecchia dove la presenza dantesca è evocata anche dalla voce di Tonino Guerra.

Il viaggio di Dante Esule 2019 ha preso avvio dall’Appennino forlivese, per la precisione dall’ex borgo di Pian Baruccioli (nella Piana dei Romiti), villaggio eco autosufficiente che si trova a due ore di cammino lungo il percorso dell’Acquacheta: territorio citato da Dante nel canto XVI dell’Inferno e da lui attraversato. Tra gli incontri, oltre a quello con gli abitanti del villaggio Sinti di Misano Adriatico, quello con le monache di clausura che dal convento di Faenza si sono spostate nell’eremo di Montepaolo (Forlì), e poi con artisti e artigiani che con la propria arte e passione continuano a seguire, mai domi, le “voci dell’anima”. Come Stefano Sabbatini Visconti, cantante e poeta che ha pubblicato in passato con Dario Bellezza e Alda Merini e che oggi continua a comporre canzoni. E come Luigi Foscolo Lombardi, liutaio di Dovadola erede di una famiglia di costruttori di strumenti da tre generazioni: suo padre riuscì addirittura a costruirsi un violino nel deserto libico, durante la guerra, mentre era prigioniero degli Alleati.

Nell’Ala Nuova del Museo della Città di Rimini sarà in mostra anche una sezione antologica del progetto, con i lavori Dante Esule dal 2015 ad oggi: il percorso di Giampiero Corelli è partito infatti quattro anni fa con un viaggio tra i migranti sul territorio italiano, è continuato nel 2016 con un lavoro in chiave green su Gioachino da Fiore e San Francesco d’Assisi, nel 2017 si è spostato a Riace (in mostra anche un ritratto dell’ex sindaco Mimmo Lucano, incontrato di nuovo un paio di mesi fa), mentre nel 2018 la metafora dell’esilio si è intrecciata con il dramma dei femminicidi.

La “carovana” di Dante esule 2019 sarà il 5 ottobre a Portico di Romagna (Forlì-Cesena) e il 3 novembre a Bagnacavallo (Ravenna) dove è in programma un convegno dal titolo “Esuli dal nostro tempo: identità rare e perdute della terra di Romagna tra Dante e oggi” e sarà inaugurata la mostra fotografica Dante Esule: Antologica 2015-2019, visitabile fino al 30 novembre.

Il progetto Dante esule 2019 – Atlante Umano Romagnolo si avvale del patrocinio e del contributo del Comune di Ravenna, e del patrocinio dei Comuni di Rimini, Bagnacavallo, Portico e San Benedetto, Misano Adriatico e Santarcangelo di Romagna. E’ reso possibile grazie al sostegno del Comune di Ravenna, Start Romagna, Romagna Acque – Società delle Fonti, Terminal Container Ravenna (TCR), Sapir.

 

(23 settembre 2019)

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