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CIA e M24A-ET: “Incentivi per incoraggiare i percettori di Reddito di cittadinanza ad accettare il lavoro stagionale nelle aziende agricole”

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di Redazione, #Politica

La Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, suggerisce incentivi per incoraggiare i percettori di Reddito di cittadinanza ad accettare il lavoro stagionale nelle aziende agricole: “occorre, trovare strumenti che consentano di mantenere il diritto all’assegno, nell’eventualità di proposte di lavori agricoli, che per loro natura possono avere un arco temporale limitato”.

A tal proposito il Movimento per l’Equità Territoriale, M24A-ET, attraverso i suoi Gruppi di Studio Tematici “Economia e Sviluppo” e “Agricoltura” ha redatto in data 18.04.2020 e pubblicato in data 23.04.2020, un documento che, considerata la difficoltà a trovare manodopera per il settore agricolo e la volontà di far emergere il lavoro sommerso e la lotta al caporalato, tenendo conto delle regole previste per il reddito di cittadinanza (RdC) unitamente alla necessità di tener conto della contrattazione vigente nel settore agricolo, propone che il settore agricolo impieghi prioritariamente come manodopera i percettori del reddito di cittadinanza.

Ciò potrebbe prevedere che il RdC, tutto o in parte, sia utilizzato come compartecipazione a carico dello Stato, per esempio ai fini formativi e contributivi, ai costi del lavoro in capo al datore di lavoro agricolo per l’assunzione del percettore del Reddito di Cittadinanza (RdC). La proposta di utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza, già veicolata da diversi osservatori è logicamente corretta ma presenta alcune difficoltà.

Per una maggiore comprensione le richieste di lavoratori delle aziende agricole produttrici sono di due tipologie: lavoratori più specializzati come ad esempio i trattoristi, e gli altri lavoratori, più numerosi, con minori necessità di qualificazione.

Le difficoltà oggettive, emerse nella discussione interna ai GdST, per tale utilizzo dei percettori del RdC si possono riassumere nelle seguenti:

  1. Blocco normativo – Nell’ultimo DPCM il RdC è stato riconosciuto come reddito di sostegno bloccando i Centri per l’impiego ad effettuare proposte per emergenza Covid 19 (tutti i settori).
  2. Tempi dei Centri per l’impiego – Attualmente i CPI hanno gli elenchi comunali dei percettori suddivisi per tipologia di impiego, hanno tempi di latenza lunghi per partire e sono vincolati alle tre offerte facoltative di lavoro, i numeri eleggibili nel raggio della prima offerta potrebbero non essere compatibili con esigenze e tempi.
  3. Ricorsi – La proposta di lavoro si scontra con i ricorsi che la legge consente ai percettori in tempo di Covid 19, come processo di loro reinserimento nel mondo del lavoro (incluso stagionalità e precarietà del lavoro). Significa tempi lunghi.
  4. Formazione -In caso di accettazione del lavoro, parte un periodo di formazione obbligatorio, anche per raccogliere i pomodori. Significa tempi aggiuntivi lunghi.

A questo indirizzo il comunicato stampa completo con le proposte dettagliate del M24A-ET.

 

 

(5 luglio 2021)

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