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E venne il giorno in cui lo elevarono a santo e martire (facendo il suo gioco)

di Giancarlo Grassi #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

E’ venne il giorno, l’ennesimo, nel quale i Cittadini arrivati in parlamento per vendicarsi di non esserci stati prima, e insieme al Lillipuziano che straparla di sciogliere un partito, ma non dice cosa farà dopo, basterebbe raccontasse che per lui decidono due Fondazioni, riuscirono ad elevare a santo e martire Matteo Salvini facendo il suo gioco e portando l’Italia politica sull’orlo del baratro.

La decisione, che furbissimamente l’uomo che sta prendendo per il naso un continente auspicava e sulla quale baserà tutta la campagna elettorale del suo partito prima delle elezioni del 26 gennaio (la auspicava per calcolo elettorale) arriva a quattro giorni dalle elezioni in Emilia Romagna e Calabria e racconta, più che della presunta delinquenza di Salvini, dell’inconsistenza di Zingaretti, della falsità di Conte, della voglia di vendetta di Di Maio e di una classe politica giustizialista, forcaiola, opportunista, stupida, incolta, impreparata, indecente. Salvini ed il suo partito hanno fatto molto di peggio all’Italia che impedire gli sbarchi dei migranti dalla Gregoretti. E lo hanno fatto nel silenzio generale. Si può decidere, pensando di essere furbi, che un ex ministro dell’Interno venga processato per qualcosa che ha fatto di concerto con il governo del quale faceva parte e sul quale “qualcosa” l’allora ministro del Lavoro e vicepremier Di Maio, insieme al premier Conte – che è lo stesso di oggi – non dissero “muh”? Può il secondo partito dell’attuale coalizione di Governo uscire dall’aula al momento del voto?

Poi c’è la dichiarazione di Giuseppe Conte, ospite del programma “Sono le venti” di Peter Gomez, sul “Nove” – “(…) il ministro aveva fatto approvare un dl sicurezza bis che rinforzava le sue competenze, ha rivendicato a sè la scelta di se o quando far sbarcare le persone a bordo della Gregoretti. Circa il mio ruolo sull’indirizzo generale io ci sono”.

Così i cervelloni che avete mandato in Parlamento – rivendico il mio annullare la scheda come diritto elettorale, e ne vado fiero. Non si possono eleggere impresentabili – hanno permesso al già vicepremier, già ministro dell’Interno, già giocherellone del Papeete, giù grande Proibizionista, segretario della Lega dei 49 milioni di euro fregati allo Stato da restituire in un ottantina d’anni, quella Lega della banca fallita, dei figli di Bossi che vanno al ristorante e non pagano, del figlio di Bossi che si laurea in Albania e chissà come, la Lega dei rapporti mai chiariti con Putin e la Russia, la Lega delle fake news col Salvini in diretto contatto con Medjugorje, riescono a volerci fare credere che non sapevano nulla di quello che Salvini stava facendo con la Gregoretti e riescono a dare il via libera al processo a Matteo Salvini – peraltro già condannato per razzismo – riuscendo a votare “sì” dopo avere votato “no” per un caso analogo e aprendo la strada alla propaganda selvaggia della Lega che vuole l?Emilia Romagna a tutti i costi.

Un paese di Pulcinella governato da giullari dove un personaggio come Salvini riesce a dire, e nessuno ha forza sufficiente per contrastarlo, “andrò a processo e scriverò le mie prigioni”. E riesce a dirlo da un palco durante la sua viscida campagna elettorale ad un popolo regredito ad un punto di semplicità tale, sono i disastri del berlusconismo, di televisioni demenziali, di istruzione venduta e declassata, di disinteresse per i giovani e la cultura, da non riuscire più a capire dove sta il vero e dove sta il falso. L’Italia devastata che conosciamo oggi è anche – se non soprattutto – responsabilità della Lega che è al governo e in parlamento dal 1994 quando Berlusconi sdoganò tutti i neofascismi possibili pur di arrivare al governo.

E che il commento più arguto a tutta la patetica questione venga di Luigi Di Maio – “(…) È passato dal sovranismo al vittimismo. Lui lo sa che bloccare la Gregoretti fu una scelta sua” – la dice lunga sul livello dei politici che oggi gestiscono il potere.

Ora manca solo che la presidente del Senato Casellati nomini a febbraio un relatore leghista per chiedere all’aula di rinviare a giudizio il leader della Lega. Una politica fatta per vendetta da borioso incompetenti che cercano un riscatto sociale per loro stessi e non per il bene del Paese.
Viene da piangere.

 

(21 gennaio 2020)

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