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Con “due avversari tremendi” come “il Covid-19 e l’abusivismo totale” si pensa alle “olive ascolane”… Da Rimini con furore

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di G.G. #Lopinione twitter@rimininewsgaia #Rimini

 

Insomma nemmeno la riviera romagnola, nemmeno la bella città di Rimini, – figurarsi Milano Marittima, vista la presenza del Tribuno del Mojito in versione anti Covid-19 che invita un giovane spettatore sul palco, dicendogli “togliti la mascherina se vuoi” – vengono lasciate in pace da questa estate 2020 che viene vissuta all’ombra di drammi passati ancora drammaticamente presenti e che in qualche modo deve sopravvivere a se stessa, al Covid-19, ai suoi effetti sulla socialità e chi resta ancorato al Medio Evo… Che è ieri: se consideriamo che eventi di questa portata, ci riferiamo alla pandemia di Coronavirus, fanno volare il mondo in avanti in pochissimo tempo. Mentre lo percepiamo andare indietro e mentre tutto cambia noi rimaniamo dove stiamo. E siamo fregati.

A questo pensavo mentre leggevo casualmente un post su Facebook di Gianni Indino il cui incipit sa di antico persino nell’indignazione trasudata con sforzo quasi titanico. “Non si può andare avanti così, scrive l’Indino che ospita sulla sua pagina anche un post relativo a Meloni  che le “canta chiare” [sic] al presidente del Consiglio Conte dicendo “Non consentiremo poteri speciali”, sottotitolo “perché ancora non siamo l’Ungheria, ma lasciateci lavorare e c’arriveremo a breve”. Indino, forse paladino del divertimento rivieresco d’antan se la prende, se la prende e se la prende con chiringuito, forme di divertimento fuori dalle forme che Indino ritiene evidentemente essere luoghi deputati a quella funzione, non sappiamo se si riferisca a discoteche o simili contenitori di carne umana che in tempi di Covid-19 non sono solo possibile ricettacolo di trasmissione, ma anche un po’ lontani dalle misure di distanziamento richieste dal Governo – che anche se non ci piace è quel governo lì (e il prolungamento dello Stato d’Emergenza l’ha votato anche Meloni… Per dire, mica per polemizzare).

 

Non si può andare avanti così! è il momento di mettere un freno a questa deregulation totale sulle spiagge e non solo…

Pubblicato da Gianni Indino su Domenica 2 agosto 2020

 

Il post si distingue non per l’originalità dell’esposizione, semmai per la totale mancanza di punteggiatura e per poca chiarezza d’intenti, nel senso che ci sarebbe piaciuto capire doveva vuole andare a parare e che cosa vuole dire esattamente, ma per la totale mancanza di suggerimenti e soluzioni, limitandosi ad elencare ciò che secondo Indino non va – e pare non vada bene niente, ma non si capisce né contro cosa Indino stia manifestando né a favore di cosa offra la sua peculiare descrizione dello stato delle cose.

L’unica cosa chiara è l’invito alle amministrazioni a prendere provvedimenti “contro questo scempio” che non si capisce a cosa sia riferito: se alla punteggiatura, alla sintassi, alla lingua italiana, alle olive ascolane, o a chi ha orecchie per intendere intenda. Staremo a vedere gli sviluppi. Nel frattempo intuiamo, dalla chiusura del post, che ci dev’essere un problema che non siamo in grado di capire, e che ha a che fare con “due avversari tremendi il covid-19 e l’abusivismo totale che imperversa sul nostro territorio spiagge e colline comprese chi deve agire agisca non c’è più tempo”. Senza punti né virgole né maiuscole così come da profilo Facebook.

 

(2 agosto 2020)

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