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Marco Maria Freddi, + Europa: “Non permetterti cara On. Laura Cavandoli, di usare Liliana Segre…”

di Marco Maria Freddi #Politica twitter@parmanotizie #maiconsalvini

 

Al netto delle minacce di morte ricevute via social negli ultimi anni, degli insulti il cui più carino è e rimane “buonista di merda”, ricordo con una certa “tenerezza” le parole del consigliere regionale della Lega Fabio Rainieri che al termine di una puntata di Parma Europa mi ha detto sovraeccitato: “scopati una negra”.

Mi è costata la mia, l’escussione perenne dalla trasmissione di Pietro Adrasto Ferraguti, si sa, i media seguono l’onda e l’onda è sempre quella del carro dei vincenti di turno.

Ieri (12 novembre, ndr) il mio intervento in consiglio comunale ha indispettito il gruppo della Lega, ma oggi a supporto delle mie tesi, su La Stampa, un articolo di Fabio Poletti riporta i dati di un’indagine SWG che afferma che l’italica area d’Europa è un popolo di odiatori e pure razzisti, contrariamente a quanto affermato dall’On. Cavandoli che dovrebbe conoscere i dati del paese.

Questa immagine non edificante del nostro Paese esce dall’aggiornamento annuale della ricerca sui comportamenti degli italiani. L’indagine sostiene che i crimini d’odio nel nostro Paese hanno subìto un aumento esponenziale: dal 2013 al 2017 i casi sono raddoppiati, e la statistica tiene conto solo dei reati segnalati. Non soltanto gli episodi di cronaca sono in aumento – si pensi negli ultimi giorni alle continue minacce ricevute dalla senatrice Liliana Segre cui il procuratore ha ora assegnato una scorta, o ai fischi razzisti a Balotelli – è proprio la nostra vita quotidiana a confermarlo.

E nonostante i casi di cronaca confermino il declino civile e culturale del nostro paese, la candida On. Cavandoli, ieri in consiglio dichiara:

Parlando della senatrice Liliana Segre non trovo nessuna giustificazione alla violenza fisica o verbale, né ad altre forme di odio per motivi religiosi e razziali, economici, sociali, politici o fisici, non riesco a comprendere le ragioni e le finalità. Non capisco quale vantaggio possa arrecare l’odio verso qualcuno quando sento la senatrice Segre denunciare insulti antisemiti e minacce così come al mio collega ed amico senatore Toni Iwobi, essere chiamato zio Tom, negro da cortile, Kapò, da sedicenti antirazzisti a causa della sua militanza nella Lega. Faccio fatica a capire cosa possa spingere qualcuno ad atteggiamenti di questo tipo, di sicuro sono inaccettabili. Personalmente e politicamente volevo esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla senatrice Liliana Segre, alla comunità ebraica, alla presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiana Noemi di Segni, che ho avuto l’onore di conoscere ed incontrare, e la mia solidarietà però va anche a Toni Iwobi e chiunque riceva offese, violenze, minacce razziste o di altro tipo. Al tempo stesso, l’essere contro ogni forma di razzismo e violenza non mi impedisce di vedere che la mozione discussa dal Senato sull’istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, fosse un’operazione politica di parte, che ora però la maggioranza può attuare con un disegno di legge serio e imparziale magari facendosi aiutare dalle opposizioni. Ci tengo a sottolineare che l’Italia non è un paese razzista e non è un paese di odiatori, qui ci sono quasi 60 milioni di persone perbene e alcuni balordi, credo che sia il caso di mettere fuori gioco i balordi senza insultare tutti gli altri e avremmo anche il rispetto e ringraziamento dei nostri figli. Esprimo quindi tutta la mia solidarietà alla senatrice Segre anche a nome dei consiglieri del gruppo Lega Salvini Parma, dichiaro fin d’ora la nostra adesione alla proposta di cittadinanza onoraria se viene proposta. Noi ci siamo e spero che anche tutto il consiglio non faccia mancare la sua vicinanza a lei e al Senatore Toni Iwobi che comunque viene perseguitato e odiato per motivi razziali. Grazie”.

Dopo questa dichiarazione, di apparente buon senso, mi sono chiesto se avessi sempre pregiudicato un’area politica, un partito, quella della Lega o se davvero qualcosa fosse cambiato.

La realtà è che Vox (Osservatorio italiano sui diritti) ha recentemente stilato una mappa dell’odio, costruita prendendo in esame più di 200.000 tweet. In cima alla classifica delle categorie più odiate ci sono stranieri e rom – ricordate la zingaraccia? – fenomeno legato alla crescita di un certo tipo di campagna politica.

Stabile la misoginia – caso Pillon – in crescita l’antisemitismo e l’anti-islamismo.

Costante e ben radicato in tutto lo Stivale dell’italica area d’Europa, l’odio verso i disabili, leggermente in calo l’omofobia, anche se il fenomeno rimane molto radicato nelle grandi città.

Ora, che l’imbarazzante On. Cavandoli utilizzi la foglia di fico del senatore Toni Iwobi per coprire il fico, ci sta, questa è la piccola politica italiana ricca di capi partito e assente di un qualsiasi leader capace di guardare ai prossimi 20/30 anni, ma credo, basti semplicemente leggere per comprendere, che l’On. Cavandoli ci stia prendendo semplicemente per il naso.

Ma si sa, siamo alla Lega 3.0, dopo l’odio verso i meridionali si è passati all’odio verso i migranti, di cui anche l’On. Cavandoli si è resa paladina in parlamento esibendo il cartello STOP INVASIONE ed ora, il marketing politico della Lega, ben oliato, ha pensato di transumare verso il PPE, e questo richiede croci, madonne e moderatismo, tanto amato anche da settori della chiesa cattolica.

Da qui lo sdolcinato, poco credibile, goffo e bizzarro intervento della On. Cavandoli in consiglio comunale di Parma.

La cittadinanza cui molti vorrebbero dedicare a Liliana Segre deve essere un atto sostanziale, di vera adesione ai principi ed i valori di cui la figura si è fatta corpo. Chi per anni ha seminato odio, dovrebbe vergognarsi solo a pronunciare il suo nome e per questo dichiaro, da consigliere comunale di Parma, che se la cittadinanza a Liliana Segre se sarà votata anche dalla Lega, vedrà il mio voto contrario.

Questo partito ha speculato per anni sull’insoddisfazione e frustrazione di un popolo che sempre è rimasto indietro rispetto al cambiamento del mondo e questo, ha generato rabbia. Rabbia ben alimentata, che è montata fino nella ricerca di una valvola di sfogo, un capro espiatorio, che diventasse responsabile dei nostri fallimenti e nostri loro limiti, invece di fare i conti con coraggio e autocritica laica della realtà.

La vittima ricercata doveva essere debole, in modo da non potersi difendere e da dare al suo carnefice la sensazione di forza e potere perverso da esibire al “popolo”. Prima i meridionali poi gli immigrati o le ONG, ma la realtà è che sgozzare il capro non serve mai a risolvere i problemi sociali o individuali che siano, proprio perché il capro non ne è la vera causa, è solo un diversivo. La rabbia alimentata per anni dalla Lega non fa male solo alle vittime, logora tutti noi, il tutto senza portare alcuna soluzione. Le finalità di tale campagna d’odio del tuo partito, cara On. Cavandoli le conosci molto bene, potere e consenso, potere e consenso che i tuoi e nostri figli pagheranno caro, davvero caro.

Per chi fosse a corto di memoria, posto nuovamente alcune frasi celebri, poche tra migliaia di frasi razziste ed omofobe pronunciate dai colleghi di chi, come l’oncavandoli, non trova giustificazioni alla violenza fisica o verbale, né ad altre forme di odio per motivi religiosi e razziali, economici, sociali, politici o fisici di cui, candida, non riesce a comprenderne le ragioni e le finalità.

Frasi celebri del mondo Lega, 1.0, 2.0 e 3.0, giusto perché chi mai avrà avuto la pazienza di leggere questo mio scritto, abbia gli strumenti per giudicare e poi “deliberare”:

 

UMBERTO BOSSI – “A Milano le case si danno prima ai 42 mila lombardi che aspettano un alloggio e non al primo bingo bongo che arriva. Gli immigrati hanno dei diritti, però solo a casa loro”.

GIANCARLO GENTILINI – “Era domenica e ho visto nella zona della stazione decine di negri seduti sulle spallette del ponte, altri extracomunitari seduti sulle panchine e sacchetti e zaini attaccati penzoloni ai rami degli alberi. Il giorno dopo sono andato dal prefetto perché non tollero che Treviso diventi una terra di occupazione. Io gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo, la legge non lo consente. Portano ogni tipo di malattia: TBC, AIDS, scabbia, epatite. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n’è più neanche uno. Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anziani. Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile.

MARIO BORGHEZIO – “Scelta del cazzo ha la faccia da casalinga, questo è un governo del  bonga bonga. Contro i clandestini ci vorrebbero bastoni ovunque, a ogni angolo di strada. Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. Ha vinto Obama perchè ormai l’America è meticcia e quindi ha vinto quest’America multirazziale, che mi sta un po’ sul cazzo”.

ERMINIO BOSO E SERGIO DIVINA – “Crediamo sia giunto il momento di prevedere sul treno degli appositi vagoni per extracomunitari, e delle carrozze riservate ai poveri italiani. Il motivo? Gli stranieri si tolgono le scarpe e puzzano”.

MATTEO SALVINI – “Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani. L’idea di riservare posti ai milanesi, da qui a qualche anno, potrebbe diventare una realtà. La mia è l’amara considerazione da parte di un utente dei mezzi pubblici. Non c’è ancora una delibera o una proposta di legge, se qualcuno vorrà proporla lo aiuteremo a farlo”.

ROBERTO CALDEROLI – “La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni”.

 

(13 novembre 2019)

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