di Daniele Santi
Le battute si sprecano grazie a quei pazzerelloni del PD che addirittura pretendono di agire la struttura democratica del partito nel miglior modo possibile, pur nell’inevitabile – e agonica – lentezza. Non sembra tuttavia che i sei mesi che sono serviti per il congresso e l’elezione del prossimo/a segretario/a siano serviti a prendere meglio la mira per impallinarlo meglio alla prima occasione. Andrea Orlando ad esempio c’ha già provato oggi (15 febbraio, ndr) ad elezione non ancora avvenuta. A dimostrazione che non sono necessari sei mesi.
Italian global series 2026: in arrivo a Rimini e Riccione la seconda edizione dell’evento dedicato alle migliori serie italiane e internazionali
L’estate delle serie nazionali e internazionali torna in Riviera: dal 3 all’11 luglio, Rimini e Riccione accoglieranno la... →
Vero è che sei mesi, e sotto elezioni, non sono pochi: ma nulla ci impedisce di pensare che un po’ di sana malizia possa avere fatto scegliere al PD di starsene lontano dai giochi per permettere a questa destra illiberale e fondamentalmente liberticida, se solo potesse, che sta un po’ con gli USA e un po’ con Visengrad, un po’ è con Putin, ma anche contro Putin, che ha in odio i cinesi, ma anche meglio i cinesi loro dell’UE, di dimostrare ciò che è sul serio. Perché, vi do una notizia, ce ancora bisogno di vederli al lavoro [sic] questo manipolo di poco capaci parolai.
Così lasciando Meloni alle sue grida, Salvini alle sue narrazioni, Lupi alla sua convinzione di contare qualcosa e Berlusconi alla sua potente senilità, il PD ha dato ancora prova della possibilità vera di agire la democrazia interna di una forza politica, nonostante difetti e lentezze e imperfezioni e lotte intestine versus una infausta e continua proliferazione di partiti a trazione uninominale quando non famigliare in stile Le Pen, dove i congressi e le discussioni interne sul segretario sono solo (e soltanto) un’inutile perdita di tempo. Meglio la gestione aziendale.
In fondo, anche sganasciarsi dalle risate osservando le lentezze del PD è un esercizio di stile, tanto inutile quanto grasso, quanto irrispettoso, quando sarebbe invece da prendere ad esempio: ce li vedete i signori e signore delle destre a traino unipersonale, a leader unico e (grazie a dio) irripetibile, a grida e rivendicazioni familiste con contorno di sorelle e cognati che aiutano a gestire il partito a traino famigliare, scendere in piazza tra gazebo usurati, a farsi votare addosso con il rischio che un renzi qualsiasi ti soffi il partito da sotto il naso?
“Dialoghi sulla Democrazia. Nascita della Repubblica”, il 26 maggio “L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica” con Filippo Focardi
La rassegna “Dialoghi sulla democrazia. Nascita della Repubblica” promossa dal Comune di Rimini - con il coordinamento scientifico... →
(15 febbraio 2023)
©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata

