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“Non solo divani, oltre le tende: vogliamo risposte e case degne”. Il comunicato del Collettivo LuNa

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di Redazione Bologna

“Siamo ormai a due settimane di occupazione dell’ex caserma Masini. Le case di via Borgolocchi giorno dopo giorno prendono forma e la dignità si fa forza; un processo che si porta avanti insieme, fin da subito, non siamo soli e lo abbiamo visto nella grande partecipazione e ricchezza di contenuti dell’assemblea pubblica del 04/05.

Il tema del diritto alla casa è, ormai in modo innegabile, sulla bocca di tutti, politici e politicanti, sulle prime pagine di giornali locali e nazionali e nelle acampadas organizzate nelle varie città universitarie d’Italia, sulle quali si consuma lo scontro politico interno al Governo e tra i Sindaci e il Governo, con Valditara che ci conferma ancora una volta di essere già uno dei peggiori ministri della storia della Repubblica. 

Ma qual è invece il nostro livello di scontro, il nostro ruolo in questa partita?

Leggiamo che le ex aree militari sono individuate come possibili luoghi dove intervenire per far fronte alle esigenze abitative delle fasce escluse dal mercato abitativo: bene, noi non solo lo crediamo da tempo, ma ci siamo già concretamente portati avanti con i lavori. Eccoci qui!

Mentre si susseguono le dichiarazioni, compagne e compagni, precarie e precari, studenti e studentesse, lavoratrici e lavoratori puliscono stanze delle case, spostano e montano mobili, imbiancano muri dei bagni, preparano e mangiano tutte insieme un piatto somalo e poi gambiano. C’è chi ha allestito un’aula studio, chi si occupa di fare la lista dei lavori da fare, chi invece ragiona su come ricavare spazio utile per poter essere ancora di più, in queste case occupate.

Siamo solidali e complici con chi pianta tende per rivendicare il diritto di restare in città e siamo qui per fare la nostra parte, con uno sforzo di immaginazione collettiva, per trovare modalità per andare oltre, per far sì che non sia più necessario accamparsi per restare: vogliamo case degne, se necessario occupate, autorecuperate e auto-redistribuite collettivamente. Per questo invitiamo chi vive il disagio abitativo a raggiungerci a H.O.Me., per discutere insieme e costruire soluzioni reali.

Tra queste mura, verso l’esterno, c’è un confronto continuo, un ragionamento sui modi di stare insieme, di produrre un cambiamento reale nella vita delle persone e nella città degli oltre 4000 Airbnb (tra i quali crescono gli abusivi, intere case e appartamenti, in quella fusione speculativa tra residenziale e turistico), degli studentati di lusso, di Engel & Volkers, ma anche la città che non si arrende alla speculazione, la città che sperimenta cose nuove, radicali, dal basso, autorganizzate, conflittuali ma non fini a se stesse.

L’occupazione di H.O.Me. è un caso di studio concreto e reale di ciò di cui sindaci e ministri parlano nella sfera metafisica; è quota di reddito auto-redistribuito nella città turistificata; è apertura al pubblico di case con il giardino – e che giardino! – ; è solidarietà attiva tra chi studia, chi lavora, chi è razzializzato e dunque escluso, chi fa attivismo e chi vuole produrre cambiamento: allora veniteci a trovare, sindaci, rettori e ministri! Che la politica osservi e ragioni la costruzione di un diritto alla città nella sua totalità!

È giusto parlarne, è giusto fare richieste. Le ex caserme devono tornare alle città. L’ex caserma Masini deve venir restituita al vicinato, alla partecipazione pubblica. Deve tornare ad essere RES PUBLICA, noi ci stiamo lavorando dal 28/04 per aprirla il 02/06 in una grande giornata di festa meticcia, di socialità alternativa, di organizzazione della cooperazione sociale non mercificata”.

Così il comunicato del Collettivo LuNa inviato in redazione e pubblicato integralmente.

 

(11 maggio 2023)

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