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Territorio. A Bagno di Romagna (FC) apre la nuova scuola media “Manara Valgimigli”

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Impianti di domotica e a regolazione intelligente per calibrare, in base alle condizioni esterne, illuminazione e riscaldamento. Pannelli fotovoltaici per produrre energia e ampi spazi per la musica, la scienza e l’arte.

La nuova scuola secondaria di primo grado “Manara Valgimigli” di Bagno di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, è stata inaugurata questa mattina dopo due anni e mezzo di lavori alla presenza del sindaco, Marco Baccini, e del presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Insieme a loro anche Enzo Lattuca, sindaco di Cesena e presidente della Provincia di Forlì-Cesena, e i primi cittadini di Sarsina, Enrico Cangini, Mercato Saraceno, Monica Rossi, Verghereto, Enrico Salvi, e la dirigente dell’Istituto comprensivo Bagno di Romagna, Daniela Corbi.

E con la prima campanella che suonerà lunedì 8 gennaio studentesse, studenti, professori e operatori scolastici potranno iniziare il secondo semestre dell’anno scolastico nella nuova struttura composta da 12 aule, di cui sette dedicate alla didattica, una grande alla musica e quattro laboratori, più la biblioteca e l’aula magna che può ospitare fino a 150 persone sedute. Il tutto con una spesa complessiva di 5 milioni e 50mila euro, grazie a fondi Bei – Banca europea degli investimenti – pari a 2.878.000 euro, 300mila euro dalla Regione Emilia-Romagna e 1.872.000 euro dal Comune di Bagno di Romagna cui si sommano 170mila euro per gli arredi, di cui 70mila del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.

“L’inaugurazione di una nuova scuola è sempre un segnale positivo per una comunità – ha affermato il presidente Bonaccini perché investire nei giovani, nella loro istruzione, vuol dire guardare con fiducia anche al nostro futuro. Ma questa scuola parla anche di rinascita, dell’Appennino come luogo dove crescere bene e di un territorio che, dopo l’alluvione, ha saputo fin da subito affrontare le difficoltà e ripartire. Vediamo qui oggi il risultato di un progetto condiviso cui ha contributo in parte anche la Regione. La riqualificazione, l’ammodernamento e la sicurezza degli edifici scolastici restano una delle nostre priorità di legislatura. Questo edificio è l’esempio di come la tecnologia può mettersi al servizio di un progetto- chiude il presidente- per creare luoghi belli, confortevoli e sostenibili in cui accogliere ragazze e ragazzi e prepararli al meglio nella costruzione del loro percorso di vita”.

“È un sogno che si realizza e allo stesso tempo un peso che ha accompagnato tutto l’arco dei 10 anni del mio mandato amministrativo – ha commentato il sindaco Marco Baccini -. Nel 2014 promisi agli studenti di allora e ai professori che mi sarei impegnato per una nuova scuola e questo pensiero ha caratterizzato ogni giorno del mio mandato. Per un piccolo comune di montagna- ha continuato- ritengo inoltre sia più di un investimento, ma anche un messaggio di orgoglio e di visione del futuro. Un risultato sopra le nostre aspettative e indirizzato ai nostri giovani. Una comunità che non investe nei giovani è finita, mentre noi abbiamo dedicato loro il più grande investimento della storia di questo Comune auspicando che ne facciano il luogo ove formarsi come persone e cittadini del futuro”.


Il progetto

La storia delle Valgimigli risale al 2007 quando il vecchio istituto venne dichiarato inagibile e i 130 studenti dislocati in moduli della Protezione civile con inevitabili problemi di spazi, scarsa areazione degli ambienti e assenza di laboratori. Poi l’intervento risolutivo con la demolizione e la costruzione del nuovo edificio.

La nuova scuola è organizzata con aule disciplinari – per permettere agli studenti di muoversi negli spazi in base alle diverse materie da seguire -, dotata di impianti di domotica e a regolazione intelligente – che autoregolano la luce e il calore in base alle condizioni esterne -, e con pannelli fotovoltaici sul tetto che generano una produzione di energia di 50kw.

La luminosità naturale è la prima caratteristica cui ha puntato il progetto dell’architetto Stefano Scalabrino di Campobasso, selezionato tra i 160 che hanno partecipato a un concorso nazionale di progettazione organizzato da Comune e Ordine nazionale degli Architetti.

La gara d’appalto è stata gestita dalla Stazione unica appaltante dell’Unione Valle Savio, e aggiudicata a Conscoop di Forlì; 890 i giorni di cantiere, iniziato con la demolizione della precedente sede e terminato con la cura degli ultimi dettagli.

L’edificio è stato completato con la realizzazione di un grande murales che colora tutta la parete di confine del cortile esterno, realizzato da Luogo Comune (Jacopo Ghisoni), selezionato da un apposito bando del Comune, a cui l’artista ha partecipato in collaborazione con AVIS locale.

 

(6 gennaio 2024)

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